Il colpo di Seghetti affonda la Reggiana: a Padova arriva una doccia gelata che sa di retrocessione
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Redazione Sport
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Allo stadio Euganeo, domenica 19 aprile, il copione che la Reggiana sperava di evitare si è materializzato nei minuti finali, trasformando una trasferta ostica in un incubo concreto. La rete di Seghetti all'ottantesimo minuto – frutto di una disattenzione fatale nella retroguardia ospite – non rappresenta soltanto tre punti volati via, ma un vero e proprio muro contro cui si infrangono le residue speranze di salvezza della squadra di Bisoli. Nella città del Santo, quella stessa che invoca una grazia per tirarsi fuori dai guai, il ko per 1-0 complica in maniera drammatica la corsa verso la playout, un obiettivo che fino a settantadue ore prima sembrava quasi a portata di mano dopo il successo sulla Carrarese. Invece, l’illusione di un risveglio primaverile si è già dissolta sotto il peso di una prestazione opaca e di un finale che sa di beffa.
La partita, un primo tempo senza mordente e la sterilità offensiva dei granata
La sfida, seguita in diretta da migliaia di spettatori e commentata minuto per minuto sui principali portali sportivi, si è sviluppata su binari di sostanziale equilibrio, se così si può definire una gara priva di grandi sussulti. La prima frazione, come riportato dalle cronache live, ha offerto pochissimi spunti degni di nota: gli ospiti hanno forse provato a fare qualcosa in più, muovendo la palla senza però mai impensierire realmente il portiere avversario. Dall’altra parte, i biancoscudati di Breda – che deve gestire una rosa afflitta da numerosi infortuni, costringendolo a cambiare quasi tutta la linea difensiva – hanno vissuto di qualche fiammata sporadica. La tensione, evidentemente, ha paralizzato le gambe e la fantasia di entrambi gli schieramenti, consapevoli dell'enorme posta in palio in questa trentacinquesima giornata di Serie B. Per la Reggiana, che ultimamente aveva ritrovato un briciolo di ossigeno al Mapei, l’Euganeo rappresentava la tappa obbligata per allontanare le sabbie mobili della classifica; eppure, ancora una volta, la manovra è apparsa prevedibile e poco incisiva.
La svolta di Seghetti e la classifica che condanna la Reggiana
A rompere l’equilibrio, che sembrava destinato a protrarsi verso uno 0-0 dal sapore amaro per entrambe, ci ha pensato la freschezza dei subentrati nel Padova. Al minuto 80, come certificano le cronache, Seghetti ha raccolto un pallone in area di rigore, capitalizzando una distrazione difensiva che i granata pagheranno a caro prezzo. Questo gol, di fatto, lancia i veneti verso quota quaranta punti, un bottino che permette a Breda di guardare con una certa serenità alla salvezza, agganciando un gruppetto di squadre a centroclassifica. Per la Reggiana, invece, la musica è ben diversa. Questo stop, arrivato dopo la boccata d’aria della vittoria sulla Carrarese, ripiomba la formazione di Bisoli in un baratro classifica di fondo classifica. Adesso, il distacco dalla zona playout (o addirittura dalla salvezza diretta) si fa pesante, e il margine di errore, a quattro giornate dalla fine, è ridotto a un filo sottilissimo.
Le conseguenze di una disattenzione fatale e il prossimo ostacolo
La rete subita nel finale a Padova non è solo un ko che brucia per come è maturato – una disattenzione fatale in un momento della partita in cui sarebbe servita la massima lucidità – ma è un colpo che rischia di avere ripercussioni psicologiche devastanti sullo spogliatoio. La squadra di Pierpaolo Bisoli, che aveva illuso i propri tifosi con una prova di carattere sette giorni prima, è tornata a mostrare quei limiti cronici che l’hanno costretta a lottare per tutta la stagione: una difficoltà oggettiva nel trasformare il possesso palla in occasioni nitide e una certa fragilità nei momenti che contano. Se la salvezza diretta sembra ormai un miraggio, l’obiettivo diventa aggrapparsi ai playout; per farlo, però, servirà un vero e proprio miracolo sportivo, una rimonta che appare sempre più complicata visti i risultati delle dirette concorrenti. Il prossimo turno, con il Palermo in arrivo al Mapei Stadium il 25 aprile, si trasforma già in un dentro o fuori: non ci sono più alibi né spazio per errori, solo la dura legge del campo a decidere il destino di una stagione storta.




