Sassuolo-Como, la doccia gelata arriva nel recupero: Volpato e Nzola affondano Fabregas
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Redazione Sport
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Nel fugace lasso di tempo che separa il tramonto dal crepuscolo del venerdì di serie A, il Mapei Stadium – dove il Sassuolo gioca le sue partite casalinghe – è stato teatro di un copione cinico e spietato. A firmarlo, nel giro di due minetti, sono state le firme di Cristian Volpato e M’Bala Nzola, capaci di punire un Como che, a dispetto di un possesso palla spesso sterile, si era illuso di poter archiviare senza traumi la trasferta emiliana. La formazione guidata da Cesc Fabregas, reduce da un rocambolesco 3-4 subito in casa proprio contro l’Inter, ha così incassato il secondo ko consecutivo; una battuta d’arresto, questa, che rischia di lasciare il segno nella testa dei lariani, complicando ulteriormente la rincorsa alla prossima Champions League.
I cinque minuti che cambiano la partita
Per quaranta minuti, in effetti, la partita era scivolata via senza sussulti: un ritmo compassato, qualche timido affondo del Como e la sensazione che si potesse arrivare all’intervallo senza emozioni. Un’illusione durata fino al 42’, quando la difesa lariana si è letteralmente disunita, permettendo a Volpato di infilare Butez con un delizioso tocco sotto. L’arbitro Fourneau non aveva ancora riposto il fischietto in bocca che, complice la disattenzione del reparto arretrato ospite, Nzola ha firmato il raddoppio al 44’, sfruttando un assist chirurgico di Laurienté. Il Como ha avuto però il merito di non crollare psicologicamente: allo scadere del primo tempo, il giovane talento spagnolo Nico Paz – uno che la fantasia ce l’ha nel sangue – ha scaraventato il pallone sotto l’incrocio dei pali con una torsione di testa, accorciando le distanze e regalando un pizzico di speranza a Fabregas per la ripresa.
La reazione del Como e il muro di Turati
Nella seconda frazione, la musica è cambiata. Il Como è tornato in campo con un piglio diverso, più aggressivo, e ha schiacciato il Sassuolo nella propria metà campo. Fabregas ha gettato nella mischia forze fresche come Douvikas e Perrone, alla ricerca del pari che sembrava ormai imminente. Ma il destino, si sa, ha il vizio di scrivere storie beffarde. L’occasione più clamorosa è capitata sui piedi (o meglio, sulla testa) dello stesso Nico Paz: una magia in area di rigore, pallonetto che supera il portiere avversario, ma sulla linea spuntato come un felino l’estremo difensore del Sassuolo, il quale con un colpo di reni ha negato la gioia del pareggio al fantasista ospite.
Inter-Cagliari: la capolista cerca la fuga decisiva
Se a Reggio Emilia la lotta è stata per l’Europa, a San Siro – dove alle 20.45 è scesa in campo l’Inter – il copione è quello della resa dei conti per il tricolore. La squadra di Simone Inzaghi, forte di un vantaggio di ben nove lunghezze sul Napoli secondo, sapeva che una vittoria contro il Cagliari avrebbe rappresentato una spallata sostanziale alla corsa Scudetto. Per l’occasione, la pay tv Sky ha schierato il proprio fior di parabola: telecronaca affidata a Maurizio Compagnoni, commento tecnico di Massimo Gobbi e il consueto prologo di "Friday Night" in studio con Fabio Tavelli e Rachele Sanguliano, affiancati dagli opinionisti Walter Zenga e Massimo Marianella. I sardi, dal canto loro, non arrivavano a Milano con l’acqua alla gola ma con l’obbligo di fare punti per allontanarsi definitivamente dalla zona calda della classifica.




