Il Sassuolo affonda il Como e allontana i sogni europei di Fabregas. L’Inter ringrazia, Volpato si ispira a Totti
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Redazione Sport
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Il campionato di Serie A continua a scrivere pagine decisive per la lotta che conta, quella ai piani altissimi della classifica, e nel pomeriggio che ha consegnato all’Inter la possibilità matematica di festeggiare lo Scudetto, un’altra partita – forse meno attesa ma ugualmente rivelatrice – ha riscritto gli equilibri in zona Champions League. Il Sassuolo, ormai privo di obiettivi concreti se non quello di onorare il resto del torneo con dignità e spensieratezza, ha battuto il Como con il punteggio di 2-1, infliggendo alla squadra di Fabregas un ko pesante che ne ha complicato la rincorsa verso il quarto posto.
Un primo tempo fulmineo decide la gara
Tutto ciò che conta, in questa sfida, accade nei minuti finali della prima frazione di gioco. Il Como, apparso meno brillante rispetto ai suoi standard abituali – forse appesantito dalla pressione o dalle assenze, ma questo resta un dettaglio non confermato – si fa trovare scoperto in due circostanze precise, e il Sassuolo ne approfitta con cinismo. Due ripartenze in rapida successione, nell’arco di centoventi secondi, cambiano il volto del match. La prima, al 42’, è un gioiello targato Cristian Volpato: l’attaccante classe 2003 raccoglie un passaggio di Nzola fuori dall’area, nota la posizione avanzata del portiere avversario Butez e lo scavalca con un tocco sotto perfetto, un cucchiaio chirurgico che lascia il pubblico di casa in estasi. Il secondo gol, che arriva subito dopo, chiude di fatto la contesa ancor prima dell’intervallo.
Volpato e l’omaggio al Pupone: “Merito a Totti”
La giornata di Volpato, però, non si esaurisce nel gesto tecnico. Intervistato da Dazn al termine del match, l’ex giallorosso – che vanta un passato nelle giovanili della Roma – spiega la genesi di quel pallonetto con una franchezza rara, richiamando il suo idolo e maestro ideale. “Il merito è di Totti al 100%”, dichiara senza esitazione, “perché ho visto quel gol contro l’Inter diecimila volte e dovevo fare l’esultanza come lui. Poi, nel momento decisivo, non ho visto più nulla”. Un’ammissione che trasforma un semplice episodio di campionato in una piccola dichiarazione d’amore nei confronti di uno dei più grandi interpreti del calcio italiano, e che consegna al giovane talento una ribalta mediatica inaspettata.
Palmieri elogia Grosso, Fabregas applaude nonostante la sconfitta
Tra i protagonisti a bordocampo spicca anche il direttore sportivo del Sassuolo, Francesco Palmieri, che a tuttomercatoweb.com spende parole al miele per il proprio allenatore Fabio Grosso. “I risultati parlano per lui”, afferma il dirigente, “e dopo la promozione della scorsa stagione, anche quest’anno ha fatto un grandissimo lavoro. Gli auguro il meglio per il futuro: credo abbia tutte le qualità per intraprendere una carriera di alto livello”. Un giudizio netto che conferma la stima interna verso il tecnico, capace di costruire una squadra vivace pur senza obiettivi di classifica. Dall’altra parte, Cesc Fabregas – nonostante il ko – non cerca alibi e, secondo quanto riferito, avrebbe comunque applaudito la prestazione degli avversari, riconoscendo la superiorità mostrata nel primo tempo.
La quota Champions si abbassa: i conti di Napoli, Milan e Juve
La sconfitta del Como ridisegna inevitabilmente i margini per l’accesso alla prossima Champions League. Con 75 punti la qualificazione aritmetica alla massima competizione europea per club è ormai un traguardo definito, e questo abbassa ulteriormente la cosiddetta “quota” necessaria alle inseguitrici. Al Napoli, attualmente secondo in classifica, mancano tre vittorie per blindare il posto. Più indietro, il Milan deve conquistare dodici punti – l’equivalente di quattro successi – mentre la Juventus, con Spalletti alla guida, ha bisogno di totalizzare quindici punti nelle prossime sei giornate per assicurarsi il pass. Numeri che trasformano ogni partita rimanente in un verdetto potenzialmente definitivo, e che restituiscono al ko del Como un peso forse superiore a quello che la semplice sconfitta lascerebbe intendere.




