Scontro Usa-CPI, l’UE difende l’indipendenza della Corte penale internazionale

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Lo scontro Usa-CPI si intensifica dopo le nuove sanzioni annunciate dagli Stati Uniti contro i vertici della Corte penale internazionale, con l’Unione europea che ha espresso il proprio sostegno all’istituzione con sede all’Aia. Bruxelles ha preso posizione a difesa dell’indipendenza della Corte attraverso un intervento sui social, richiamando il ruolo dell’ordine internazionale basato sulle regole e del diritto internazionale. La decisione americana ha aperto un nuovo confronto tra Washington e il tribunale per i crimini internazionali, di cui gli Stati Uniti non fanno parte.

Le misure statunitensi hanno colpito la presidente della Corte penale internazionale, la giudice giapponese Tomoko Akane, e il procuratore senior Abdoulaye Seye, originario del Senegal. Le sanzioni prevedono il congelamento di eventuali beni detenuti nelle giurisdizioni statunitensi o che entrino in contatto con il sistema finanziario degli Stati Uniti. La reazione della CPI è stata immediata e ha definito le misure adottate da Washington come un “attacco flagrante” all’indipendenza del tribunale dell’Aia.

Le sanzioni Usa contro i vertici della Corte penale internazionale

L’amministrazione del presidente Donald Trump ha annunciato l’ultima escalation nella campagna contro la Corte penale internazionale, accusata dagli Stati Uniti di essere un organismo corrotto e irrimediabilmente politicizzato. Il Dipartimento del Tesoro americano ha comunicato le sanzioni nei confronti di Tomoko Akane, presidente della Corte e giudice giapponese alla guida del tribunale con sede nei Paesi Bassi. La misura si inserisce in una serie di azioni con cui Washington ha contestato l’operato della CPI e il modo in cui esercita le proprie funzioni.

Nel provvedimento statunitense è stato incluso anche Abdoulaye Seye, procuratore senior della Corte penale internazionale. Secondo la posizione espressa dagli Stati Uniti, la CPI avrebbe abusato della propria autorità e oltrepassato il proprio mandato, una valutazione ribadita dal segretario di Stato Marco Rubio. Le sanzioni rappresentano quindi un nuovo passaggio nella contrapposizione tra il governo americano e l’istituzione giudiziaria internazionale, mentre la Corte rivendica la propria autonomia rispetto alle pressioni esterne.

La posizione dell’Unione europea e la difesa dell’indipendenza della CPI

L’Unione europea ha scelto di sostenere pubblicamente la Corte penale internazionale dopo l’annuncio delle sanzioni americane contro la presidente e il procuratore dell’istituzione. La posizione di Bruxelles si collega alla difesa del diritto internazionale e del principio secondo cui i giudici devono poter agire senza pressioni. Il sostegno europeo arriva in una fase di forte tensione tra Washington e la Corte con sede all’Aia.

La vicenda coinvolge direttamente i vertici della CPI e il ruolo dell’istituzione nel sistema internazionale dei crimini di competenza del tribunale. La Corte ha respinto le accuse provenienti dagli Stati Uniti e ha contestato le misure adottate contro i propri rappresentanti, definendole un attacco alla sua indipendenza. Lo scontro tra Usa e CPI prosegue quindi attorno alla questione dell’autonomia della Corte e al rapporto tra le sue attività giudiziarie e le posizioni dei governi coinvolti.

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