MoonSwatch Mission to the Moon 1969, l'edizione limitata in oro Moonshine si compra (solo) con un questionario
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il 16 luglio 1969, il modulo lunare Eagle lasciava il suolo terrestre per compiere un'impresa che avrebbe cambiato per sempre il corso della storia umana. Esattamente cinquantasette anni dopo, a coronamento di quell'anniversario, Swatch ha presentato la nuova, attesissima iterazione della sua fortunata collaborazione con Omega: il MoonSwatch Mission to the Moon 1969.
Un orologio che si propone come il più ambizioso e prezioso della serie, destinato a far discutere non solo per le sue caratteristiche tecniche ma anche per l'insolito sistema di vendita, che trasforma l'acquisto in una vera e propria selezione digitale.
Undici grammi di storia lunare in Moonshine Gold
A rendere speciale questo nuovo modello è innanzitutto la scelta dei materiali, che segna un deciso cambio di passo rispetto alle precedenti edizioni della collezione. Per la prima volta, un MoonSwatch integra una quantità considerevole di metallo prezioso: 11 grammi di Moonshine Gold 18 carati, la lega proprietaria di Omega, che vengono utilizzati per realizzare il quadrante, le lancette, la corona e i pulsanti del cronografo.
L'oro impiegato non è tuttavia di nuova produzione, ma proviene da componenti di ricambio Omega originali risalenti al periodo del primo sbarco sulla Luna, successivamente fusi e rifusi per l'occasione. Il peso di 11 grammi non è casuale, ma rappresenta un chiaro tributo alla missione Apollo 11, così come la tiratura limitata a 1.969 esemplari richiama l'anno dello storico allunaggio.
Il design, con la sua cassa in Bioceramic nero opaco da 42 mm, la lunetta con scala tachimetrica dorata e il quadrante satinato verticale, si ispira fedelmente allo Speedmaster in oro realizzato da Omega nel 1969 per celebrare il successo della missione. Sul fondello, poi, una Luna dorata con l'impronta di una scarpa e la data del 21 luglio 1969 ricordano il primo passo di Neil Armstrong sul Mare della Tranquillità, mentre il numero dell'esemplare inciso sulla carrure, rifinito con un tocco di vernice dorata, ne certifica l'esclusività.
Il prezzo calcolato sul costo dell'oro del 21 luglio 1969
La strategia commerciale adottata per questo lancio si distingue per un'altra scelta a dir poco originale: il prezzo di vendita, fissato a 500 franchi svizzeri (equivalenti a circa 4.400 yuan o 19.000 dollari di Taiwan), non è stato determinato in base alle quotazioni odierne dell'oro, ma sul valore storico che quel metallo aveva il giorno stesso dello sbarco. Nel 1969, 11 grammi d'oro 18 carati costavano all'incirca 11 dollari, pari a 48 franchi svizzeri secondo il cambio dell'epoca.
Questa operazione trasforma l'acquisto in un viaggio nel tempo, rendendo il segnatempo un oggetto di culto per i collezionisti, che potranno portare al polso undici grammi di oro proveniente da un'epoca in cui l'uomo muoveva i primi passi su un altro mondo.
Il sistema ESTA: un questionario di 32 domande per entrare nel club
Se il prezzo e le caratteristiche tecniche rappresentano già elementi di forte attrazione, il vero rompicapo per gli appassionati è rappresentato dal sistema di vendita, studiato per evitare le code e la speculazione che hanno caratterizzato i lanci precedenti. Per avere la possibilità di acquistare uno dei 1.969 esemplari, non basta recarsi in boutique: è necessario compilare l'Electronic Swatch Timepiece Application, un modulo online in tutto e per tutto simile all'ESTA richiesto per i viaggi negli Stati Uniti.
Il questionario, composto da 32 domande, sarà disponibile sul sito ufficiale di Swatch dal 16 luglio alle 15:32 CEST fino al 21 luglio, e richiede ai candidati di dimostrare la loro conoscenza del marchio e della storia dell'exploit spaziale. Gli aspiranti acquirenti hanno a disposizione due ore e quindici minuti per completare il test, un lasso di tempo che richiama la durata della passeggiata lunare di Armstrong e Aldrin. Solo 1.
969 partecipanti riceveranno l'approvazione e potranno quindi ritirare il loro orologio presso una boutique Swatch, in un meccanismo che trasforma l'acquisto in un'esperienza esclusiva e selettiva.
Il nuovo capitolo di una collaborazione da record
Con il Mission to the Moon 1969, Swatch e Omega non celebrano soltanto un anniversario, ma ridefiniscono i confini del loro progetto comune, iniziato nel 2022. Dopo le edizioni ispirate ai fenomeni naturali e alle collaborazioni più eccentriche, il brand di Bienne alza la posta in gioco puntando sull'oro e su un processo di acquisto che è esso stesso una prova di merito.
L'idea di utilizzare componenti d'epoca e di ancorare il prezzo a una quotazione storica aggiunge uno strato di autenticità e fascino che va oltre il semplice oggetto, trasformando l'orologio in un manufatto che racchiude in sé un pezzo di quella storia che intende celebrare.




