Fratello di Pedro Sánchez condannato per abuso d'ufficio: 9 anni di interdizione per il "fratellissimo"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il terremoto giudiziario che sconquassa il Partito socialista spagnolo e il governo di Pedro Sánchez non accenna a placarsi. David Sánchez, fratello del premier, è stato condannato dal Tribunale provinciale di Badajoz a nove anni di interdizione dai pubblici uffici per il reato di abuso amministrativo, un verdetto che colpisce direttamente il cuore della cerchia familiare del leader del Psoe e che si inserisce in un contesto politico già infuocato per via dei molteplici fronti giudiziari aperti contro il partito e i suoi esponenti.

La sentenza, che ha assolto il musicista dall'accusa più grave di traffico di influenze, rappresenta tuttavia un duro colpo all'immagine di un governo già messo in difficoltà da una lunga scia di inchieste, dalle presunte tangenti per le mascherine durante la pandemia fino alle recenti perquisizioni nella sede del partito a Madrid per una presunta campagna di delegittimazione contro i magistrati.

Un posto di lavoro "su misura" tra e-mail e favoritismi

Al centro del processo, celebrato a Badajoz nell'Estremadura, la regione sud-occidentale della Spagna al confine con il Portogallo, c'è la nomina di David Sánchez, avvenuta nel 2017, presso il Consiglio provinciale di Badajoz.

Il fratello del premier, compositore e direttore d'orchestra di professione, era stato assunto come coordinatore delle attività di conservazione, un incarico che i giudici hanno definito "non necessario e non urgente" e la cui creazione, secondo la sentenza, era finalizzata esclusivamente a soddisfare "gli interessi personali della persona nominata e non l'interesse pubblico".

A inchiodare gli imputati sono state in particolare alcune e-mail interne all'amministrazione, in cui ci si riferiva a David Sánchez con l'appellativo di "el hermanísimo", il fratellissimo, a testimonianza del fatto che la sua assunzione fosse un affare di famiglia più che un atto dovuto per merito.

La sentenza, che si estende per 377 pagine, ha ricostruito minuziosamente le tappe di una vicenda in cui il posto di lavoro sarebbe stato creato ad hoc per il parente del futuro segretario del Psoe, e successivamente modificato per adattarsi alle sue aspirazioni artistiche, arrivando persino a esonerarlo dall'obbligo di presentarsi in ufficio ogni giorno per dedicarsi alla lirica.

Tutti colpevoli: condanne a raffica per funzionari e politici locali

La condanna inflitta a David Sánchez, che ammonta a nove anni di interdizione da qualsiasi incarico o carica pubblica con l'impossibilità di esercitare il diritto di voto, è stata comminata anche ad altri nove imputati, tutti funzionari del consiglio provinciale. Una pena più pesante, pari a diciotto anni di interdizione, è stata invece inflitta a Miguel Ángel Gallardo, ex presidente del Consiglio provinciale di Badajoz e leader regionale del Partito socialista, riconosciuto colpevole di due distinti capi d'accusa per abuso d'ufficio.

I giudici hanno ritenuto provato che Gallardo, insieme ad altri funzionari, abbia creato e successivamente modificato la posizione lavorativa per favorire il fratello del premier, configurando un caso di "arbitrio grossolano" nell'esercizio del potere. Oltre a Gallardo, è stato condannato all'interdizione anche Luis Carrero, un amico di David Sánchez che venne assunto come consulente, in un quadro di favoritismi che, stando alla ricostruzione giudiziale, è costato caro alle casse pubbliche e alla legalità democratica.

Tra assoluzioni e ricorsi: le reazioni politiche e il futuro giudiziario

Nonostante la pesante condanna, il tribunale ha scagionato David Sánchez dal reato di traffico di influenze, che gli sarebbe potuto costare fino a tre anni di reclusione, in quanto non è stata provata l'esistenza di pressioni specifiche esercitate su chi ha preso le decisioni. La procura aveva peraltro chiesto l'assoluzione per il fratello del premier, mentre le accuse erano state sostenute principalmente da organizzazioni e gruppi politici di destra.

Il governo spagnolo, attraverso la portavoce Elma Saiz, ha affermato di rispettare il verdetto ma di essere fiducioso in un eventuale ricorso ai gradi superiori di giudizio, sostenendo che l'inchiesta sia nata con l'intento di danneggiare il presidente del governo. Al contrario, l'opposizione del Partito Popolare (PP) ha cavalcato l'onda dello scandalo, affermando che la sentenza dimostra come nessuno sia al di sopra della legge e chiedendo a gran voce le dimissioni di un premier ormai ritenuto politicamente sfiancato.

La sentenza, che non è ancora definitiva e potrà essere appellata presso il Tribunale Superiore di Giustizia dell'Estremadura, si inserisce comunque in un contesto politico e giudiziario di estremo fervore per i socialisti spagnoli, già coinvolti in altri processi che vedono sotto accusa, tra gli altri, anche la moglie di Pedro Sánchez, Begoña Gómez, e alcuni suoi più stretti ex collaboratori, in un'onda d'urto che rischia di travolgere l'intera legislatura.

Il Premier, che nel 2017 all'epoca dei fatti era all'opposizione, ha sempre difeso la correttezza del fratello, ma i fatti giudiziari continuano a minare la credibilità del suo esecutivo e del Psoe, con il partito che, come emerso da inchieste parallele, avrebbe addirittura cercato di ostacolare le indagini con metodi giudicati poco ortodossi.

Un tribunale condanna il "nepotismo" come danno alla democrazia

La sentenza, nel condannare i protagonisti di questa vicenda, non si è limitata ai fatti ma ha anche speso parole dure contro la pratica del nepotismo, descritta come "una pratica poco etica che danneggia la salute democratica, alimenta la corruzione e aggrava le disuguaglianze". In un passaggio chiave della motivazione, i giudici hanno sottolineato come, sebbene l'assenteismo non costituisca un reato, ciò che è stato giudicato è l'arbitrio e la violazione della legge nella creazione di un incarico pubblico che, in fondo, aveva un solo e unico beneficiario designato.

La vicenda di Badajoz, insomma, offre uno spaccato di come il clientelismo politico e il peso dei legami familiari possano corrompere le istituzioni, anche in un paese come la Spagna, e la condanna del fratello del premier, al di là dell'esito dei ricorsi, resterà a lungo un macigno sulla strada del governo Sánchez, rafforzando il racconto di un partito ormai assediato dalla giustizia e dalle sue stesse ombre.

Mentre gli imputati annunciano battaglia in Appello, il dibattito politico e mediatico si concentra inevitabilmente su come questa sentenza, nel cuore dell'estate, influenzerà gli equilibri di una legislatura già fragilissima e sull'opportunità per il premier di proseguire il suo cammino alla guida di un esecutivo sempre più sotto il fuoco incrociato delle inchieste giudiziarie.

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