Un ciclone dalla Groenlandia spezza l'Italia in due a ridosso del Natale
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Redazione Interno
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La pausa offerta dall’anticiclone, che nelle ultime ore aveva riconquistato una precaria egemonia sull’Europa meridionale, si sta esaurendo sotto l’incalzare di un flusso perturbato atlantico. Questo, infatti, è già in procinto di affacciarsi alle latitudini mediterranee e punta a raggiungere le nostre regioni occidentali già nel corso di domenica 21 dicembre. La settimana che conduce alla Vigilia si annuncia dunque profondamente segnata dal maltempo, con un quadro generale che gli esperti – tra i quali Lorenzo Tedici de iLMeteo.it – definiscono tutt’altro che favorevole.
La doppia offensiva delle perturbazioni
La fase di peggioramento, che si articolerà tra il 22 e il 26 dicembre, non sarà immediatamente caratterizzata dal freddo intenso. In un primo momento, ad affliggere la Penisola saranno due distinti sistemi: un fronte di origine afro-mediterranea, destinato a scaricare le proprie precipitazioni principalmente sul Sud, e una perturbazione atlantica. Il risultato, complice temperature ancora piuttosto miti per il periodo, sarà un maltempo di stampo più autunnale che invernale. Piogge diffuse, alcune delle quali anche di forte intensità, sono attese sul Nord-Ovest, lungo tutte le regioni tirreniche e su una parte del Centro, mentre la neve rimarrà un evento circoscritto, confinata alle Alpi occidentali dove, inizialmente, potrà cadere anche sotto i mille metri prima di risalire di quota.
Il vero gelo atteso dopo Santo Stefano
La vera svolta, quella che porterà il carattere invernale a pieno Titolo, è prevista a partire dal 26 o 27 dicembre. È allora che la disposizione barica cambierà radicalmente: l’alta pressione, spostandosi verso nord, lascerà infatti spazio all’ingresso di correnti gelide direttamente dal nord-est. Questa irruzione d’aria fredda provocherà un calo termico sensibile, dapprima al Nord e successivamente verso le regioni centro-meridionali. La neve, che fino a Santo Stefano aveva risparmiato le pianure e quasi tutto l’Appennino – fatta eccezione per una ristretta porzione di quello ligure di ponente – potrebbe così iniziare a fare la sua comparsa anche a quote più basse.
Il vortice polare in arrivo dalla Groenlandia
La causa di questo cambiamento così marcato, che dividerà il Paese tra piogge e primi veri assaggi di inverno, è rintracciabile molto lontano, nelle gelide distese della Groenlandia. Da lì, secondo le analisi dei modelli, è in fase di organizzazione un vortice ciclonico il cui movimento verso sud Europa è costantemente monitorato. Sarà proprio questa struttura depressionaria, carica di aria polare, a decretare la fine della breve tregua e a imporre, nel cuore delle festività, una netta divisione meteorologica sulla Penisola, con esiti che potranno variare sensibilmente da regione a regione.




