Strage a Kenscoff, assalto delle gang ad Haiti: 47 morti e oltre 50 ostaggi

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La notte tra domenica 23 e lunedì 24 agosto ha trasformato Kenscoff, una comunità agricola che sorge sulle colline a sud della capitale haitiana Port-au-Prince, in un teatro di morte e devastazione. Un'assalto coordinato da uomini armati, riconducibile alla potente coalizione di gang Viv Ansanm, ha causato la morte di almeno 47 persone, tra cui cinque bambini, e il ferimento di altre 22, secondo quanto riportato dalle Nazioni Unite e confermato dalle autorità locali.

L'incursione, che ha preso di mira un campo per sfollati allestito all'interno di una chiesa, ha inoltre portato al rapimento di oltre 50 residenti, segnando uno dei più grandi sequestri di massa verificatisi nel paese negli ultimi anni.

L'assalto e il bilancio delle vittime

Secondo la ricostruzione fornita dal sindaco di Kenscoff, Jean Massillon, l'attacco è iniziato nella tarda serata di domenica, quando i criminali hanno fatto irruzione nella comunità, appiccando il fuoco a decine di abitazioni e aprendo il fuoco contro i residenti. La scelta di colpire un luogo di culto che ospitava persone già in fuga dalla violenza ha reso l'azione particolarmente efferata, tanto che il primo ministro Alix Didier Fils-Aimé ha parlato di un "attacco atroce" in una nota ufficiale.

I sopravvissuti hanno raccontato una notte di terrore, con i corpi delle vittime lasciati sulle strade e le ricerche dei dispersi ancora in corso. Il sindaco Massillon, che ha perso un cugino facente parte della sua scorta personale nell'assalto, ha dichiarato che tra i morti figurano anche due dipendenti governativi.

La strategia del terrore e le minacce

La responsabilità dell'attacco è stata attribuita a Viv Ansanm, la coalizione di gang che secondo stime internazionali controlla circa il 70% di Port-au-Prince e che gli Stati Uniti hanno designato come organizzazione terroristica straniera nel maggio 2025.

La strage di Kenscoff non appare come un atto isolato, ma come l'ultimo, violento capitolo di una strategia di espansione territoriale che le gang stanno portando avanti da mesi, approfittando della debolezza delle forze di sicurezza per estendere il proprio controllo su aree rurali e strategicamente rilevanti. Un leader locale, identificato come "Izo 2" o "Didi" e operante per conto del più potente boss Johnson André (noto come Izo), ha diffuso un video in cui minaccia di uccidere gli ostaggi se le forze di polizia colpiranno i suoi uomini.

Questa minaccia rappresenta una sfida diretta al governo e al capo della polizia nazionale, Vladimir Paraison, creando un ulteriore elemento di tensione in una situazione già critica.

Il contesto e la sfida per il governo

L'assalto a Kenscoff rappresenta un duro colpo per il governo haitiano, che da mesi cerca di arginare la violenza delle gang con il supporto della missione internazionale di contrasto. L'attacco, uno dei più gravi dal gennaio 2025, quando una precedente ondata di violenze causò centinaia di morti e costrinse migliaia di persone a fuggire, dimostra la fragilità della situazione.

Kenscoff, che sovrasta Pétion-Ville, uno degli ultimi quartieri altolocati della capitale a non essere sotto il completo controllo criminale, è un avamposto strategico per le gang, che mirano a circondare e minare le ultime roccaforti del potere statale. Le accuse dei residenti, che hanno chiesto le dimissioni del capo della polizia locale per il mancato intervento nonostante la vicinanza della stazione, gettano ombre sulla capacità di risposta delle autorità.

Mentre il governo promette il ripristino dell'autorità, la strage di Kenscoff evidenzia l'urgenza di un rafforzamento delle misure di sicurezza e la crescente sfida che le istituzioni devono affrontare in vista delle elezioni generali previste per il prossimo dicembre.

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