La procura di Palermo chiede 18 arresti, Cuffaro si dimette da segretario della Dc
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Redazione Interno
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Un'ondata di provvedimenti restrittivi, sollecitati dalla Procura palermitana per reati che spaziano dall'associazione a delinquere alla turbativa d'asta fino alla corruzione, investe un gruppo di diciotto persone, i cui nomi includono figure di primo piano della politica regionale. Tra questi, l'ex governatore Totò Cuffaro, che nella mattinata ha rassegnato le dimissioni dalla carica di segretario nazionale del partito, il coordinatore e deputato di Noi Moderati Saverio Romano e il capogruppo della Dc all'Assemblea regionale siciliana Carmelo Pace. Da Palazzo d'Orleans, sede della presidenza della Regione, non giungono dichiarazioni pubbliche di rilievo, ma si fa filtrare un atteggiamento di rigorosa attenzione, per quanto ammantato da un doveroso riserbo istituzionale, sull'evoluzione di una vicenda giudiziaria che scuote le fondamenta della politica isolana.
L'interrogatorio del colonnello e le sue dichiarazioni
In un'aula di tribunale, intanto, si è consumato l'incontro tra i magistrati e il tenente colonnello dei carabinieri Stefano Palminteri, in servizio presso il Comando legione Sicilia, sottoposto a circa un'ora di interrogatorio. L'ufficiale, come riportato dai suoi legali – gli avvocati Michele De Stefani e Carmelo Peluso, con la presenza di Luigi Latino in sostituzione di quest'ultimo – ha categoricamente respinto l'ipotesi di aver agito come una "gola profonda", una talpa al servizio di Totò Cuffaro, limitandosi, secondo quanto dichiarato, a fornire ai pubblici ministeri ogni chiarimento che fosse ritenuto necessario per lo svolgimento delle indagini.
Le proteste del Partito democratico sulla sanità
Mentre il procedimento giudiziario segue il suo corso, un'altra polemica, che affonda le radici in presunte pratiche clientelari, infiamma il dibattito pubblico. Il Partito democratico di Agrigento ha infatti organizzato un sit-in di protesta davanti all'ospedale San Giovanni di Dio, denunciando con toni particolarmente accesi quelle che vengono definite logiche di potere che condizionerebbero la gestione della sanità. Gli esponenti politici hanno accusato la classe dirigente di aver trasformato "assessorati e strutture pubbliche in centrali per favori e scambi", paventando, tra l'altro, l'ipotesi di concorsi truccati dove verrebbero umiliati i candidati meritevoli, scelti non per le loro competenze ma per una presunta fedeltà.
La reazione della Democrazia Cristiana dopo le dimissioni
In seguito alle dimissioni di Cuffaro, la Democrazia Cristiana in Sicilia ha fatto pervenire una nota ufficiale, firmata da diversi esponenti di spicco tra cui Carlo Auteri, Stefano Cirillo e Ignazio Abbate, nella quale esprime "profondo rammarico" per l'accaduto. Il documento, pur manifestando "assoluta fiducia" nel lavoro degli inquirenti, annuncia la convocazione di una Direzione Regionale Straordinaria, fissata per il 19 dicembre a Palermo, con l'intento di riorganizzare il partito che, si legge, "continuerà a servire la Sicilia con coraggio, rispetto delle istituzioni e spirito di verità", cercando di superare un momento di evidente difficoltà.




