Il Sud consolida il suo ruolo di traino per l'Italia
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Redazione Interno
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Il Sud, che non è più la cenerentola d'Italia, consolida il suo nuovo ruolo di traino. Nel messaggio inviato al convegno internazionale "Le sfide del futuro nel Sud, in Italia e in Europa", promosso a Bari dal Movimento Cristiano Lavoratori, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito una convinzione che i dati, ormai, sembrano sostenere con continuità. Quel che emerge, al di là delle dichiarazioni, è la fotografia di un'area geografica che sta progressivamente abbandonando l'antica etichetta di "fanalino di coda" per ritagliarsi uno spazio inedito e dinamico all'interno del panorama economico nazionale, un cambiamento di paradigma che merita di essere osservato senza pregiudizi.
Le ragioni di una trasformazione
Le ragioni di questa trasformazione, che la presidente ha definito senza mezzi termini affermando che il Sud "si è trasformato nella vera locomotiva d'Italia", vengono individuate in un insieme composito di fattori. Accanto agli strumenti programmatici, quali gli accordi di Coesione e la spinta propulsiva del Pnrr, insieme agli investimenti nelle infrastrutture, si pone l'indiscusso merito del "dinamismo e all'intraprendenza delle imprese e dei lavoratori del Mezzogiorno", ai quali viene riconosciuto un ruolo primario in questa risalita.
I dati sull'occupazione
A confermare questa tendenza, contribuiscono le rilevazioni sull'occupazione relative al secondo trimestre, le quali mostrano per il Mezzogiorno una crescita più vigorosa, attestatasi all'1%, che supera di gran lunga lo 0,4% del dato medio nazionale. Oltre ad aver superato, non si può non notarlo, la soglia psicologica del 50% per il tasso di occupazione, la rilevazione offre spunti ulteriori, segnalando come la ripresa stia interessando in modo particolare le fasce d'età più giovani, al di sotto dei cinquant'anni.
Un cambiamento strutturale e di narrazione
Il percorso di crescita, che si sta rivelando solido e strutturato, si fonda su una scelta di campo politica precisa, come ricordato nel messaggio, ovvero quella di "credere e investire nel protagonismo e nell’orgoglio del Sud", una risposta diretta a quelle che vengono definite le distorsioni di un "disastroso assistenzialismo" del passato. Ciò che si delinea, pertanto, non è un mero congiunturarsi di indicatori positivi, bensì un mutamento più profondo, che coinvolge la stessa narrazione di un'Italia dove i ruoli, forse, non sono più così rigidamente definiti.




