Rassegna stampa: a distanza di 28 anni, il tempio delle ossa conferma la paternità di Alex Garland
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La scrittura di Alex Garland, il cui stile narrativo è inconfondibile nel delineare temi e motivi ricorrenti, garantisce coerenza e profondità a questo nuovo capitolo della serie, affermandone in tutta evidenza la paternità creativa. Sebbene la regia di Danny Boyle abbia a lungo caratterizzato gli episodi iniziali, ormai è chiaro che la struttura portante dell’universo narrativo, fin dall’esordio con *28 giorni dopo*, sia riconducibile all’autore, la cui impronta emerge con forza ancora maggiore in questo quarto film. La saga, che include anche il precedente *28 settimane dopo* di Juan Carlos Fresnadillo, trova nel secondo capitolo del nuovo corso, inaugurato pochi mesi fa, una sua piena e matura definizione.
Un capitolo selvaggio e le basi per il futuro
*28 anni dopo - Il tempio delle ossa* si configura come un episodio cupo e sorprendentemente edificante, al contempo selvaggio e ricco di sviluppi narrativi che gettano solide basi per il futuro della serie. La trama, articolata attraverso frasi complesse e subordinate che ne arricchiscono la texture, rivisita le figure del giovane Spike e del dottor Kelson, i quali si imbattono nel pericoloso leader di una setta, noto come Sir Jimmy. Mentre quest’ultimo semina il caos nelle già devastate zone rurali, uno degli aspetti più significativi del film risiede nel legame che silenziosamente si stringe tra il dottor Kelson e l’Alpha infetto soprannominato Samson, rapporto da cui scaturisce un lavoro scientifico finalizzato a una potenziale cura per l’epidemia.
Le prime reazioni della critica
Le prime recensioni del film, come sottolineato da alcune testate, lasciano a bocca aperta, dipingendo un altro successo per la saga e indicandolo forse come il miglior film del franchise. I voti e i giudizi iniziali, che arrivano da fonti specializzate, convergono nel riconoscere la forza dell’opera, la quale non si limita a riproporre formule collaudate ma le evolve, mantenendo una freschezza narrativa che cattura tanto gli appassionati storici quanto i nuovi spettatori.
L’evoluzione di un antagonista
Un elemento di particolare interesse, che ha stimolato diverse riflessioni, è la trasformazione del terrificante Samson, il quale torna in questo capitolo con un aspetto marcatamente diverso rispetto al film precedente. L’Infetto Alpha interpretato da Chi Lewis-Parry, introdotto nel film del 2025 di Danny Boyle che ha rilanciato il franchise, era stato presentato come un antagonista in caccia dei protagonisti attraverso la campagna. La regista Nia DaCosta, però, ne modifica la rappresentazione, approfondendone la natura e le interazioni, specialmente con il personaggio di Ralph Fiennes, in un percorso che arricchisce la mitologia della serie senza tradirne le origini.




