Brugnaro sulla direttrice Venezi: «Deve venire alla Fenice, non si torna indietro»

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   In una lunga intervista, rilasciata in occasione dell’inaugurazione del nuovo ponte galleggiante per San Michele, il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro è tornato a intervenire con fermezza sulla questione che, ormai da settimane, tiene banco nel mondo della lirica e non solo: la contestata nomina di Beatrice Venezi alla direzione musicale del Gran Teatro La Fenice. Brugnaro, il quale ricopre anche la carica di presidente della Fondazione del teatro, ha espresso preoccupazione per le proteste ma ha chiuso qualsiasi ipotesi di marcia indietro, chiarendo che la decisione del Sovrintendente Nicola Colabianchi è definitiva. «Venezi deve venire a Venezia», ha affermato il primo cittadino, lasciando intendere che si potrà discutere sulle modalità pratiche dell’insediamento ma non sul merito della scelta, da lui considerata insindacabile.

Le proteste si allargano a Bologna

Mentre a Venezia le tensioni con le maestranze orchestrali permangono, il dissenso verso la designazione della direttrice ha varcato i confini lagunari, attecchendo in un altro tempio della musica. Dal Teatro comunale di Bologna è giunto, infatti, un comunicato congiunto di personale e rappresentanze sindacali che esprime «tutta la solidarietà e vicinanza» ai colleghi veneziani. Nel documento, i lavoratori bolognesi sottolineano con forza la necessità di una «modalità di nomina condivisa preventivamente con le maestranze», sposando così le ragioni della protesta che chiede maggiore coinvolgimento nelle decisioni che riguardano la vita artistica dell’istituzione.

La posizione irrevocabile del sindaco-presidente

La presa di posizione di Brugnaro, che ha definito la situazione «preoccupante», si è però concentrata soprattutto nel ribadire l’irrevocabilità dell’incarico assegnato a Venezi. «Non si torna indietro», ha dichiarato senza mezzi termini, arginando sul nascere qualsiasi speculazione su un possibile ripensamento. Il sindaco ha poi aggiunto un principio che va al cuore della disputa, affermando che «non può essere che qualcuno degli orchestrali decide chi può essere il nuovo direttore», delineando così una netta separazione di ruoli e responsabilità tra la proprietà e la forza lavoro, in un settore, come quello dello spettacolo dal vivo, dove simili conflitti non sono infrequenti.

Le polemiche politiche e il contesto nazionale

La vicenda, nel suo svilupparsi, ha assunto connotati che travalicano la semplice disputa Corporativa, finendo per attirare l’attenzione del panorama politico. Alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, ad esempio, hanno sollevato polemiche persino in relazione a una precedente nomina della Venezi in un teatro di Buenos Aires, ipotizzando dinamiche di “amichettismo” politico, sebbene il sovrintendente Colabianchi avesse in passato difeso la direttrice definendola un’«eccellenza» voluta dagli artisti. Questi elementi contribuiscono a fare del caso un tema di rilevanza nazionale, che interseca cultura, politica del lavoro e gestione delle fondazioni liriche, senza che per il momento si intraveda una soluzione al braccio di ferro in atto.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.