Enzo Paolo Turchi e Corinne Cléry, il dolore dei legami familiari a “La volta buona”

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Enzo Paolo Turchi si è commosso in diretta televisiva ricordando i suoi genitori scomparsi, chiedendo loro scusa per non aver compreso, da bambino, il dolore che stavano attraversando. Ospite di Caterina Balivo a “La volta buona”, il ballerino e coreografo è tornato sulla propria infanzia nei Quartieri Spagnoli di Napoli, segnata dalla perdita di due sorelle e dall’assenza di entrambi i genitori.

«Io da piccolo li ho odiati i miei genitori, però oggi approfitto di questo programma per chiedere scusa ai miei genitori perché non avevo capito il dolore che loro stavano soffrendo in quel momento», ha dichiarato Turchi, spiegando di aver maturato solo con il tempo la consapevolezza di quella sofferenza.

Il lutto che travolse la famiglia

La tragedia che aveva segnato la vita dei suoi genitori risale al secondo dopoguerra, quando due delle loro figlie, Flora e Fausta, morirono schiacciate da un carro armato per la strada. Turchi ha raccontato che la madre, dopo quel lutto, aveva perso la testa e il padre era sparito, lasciando i figli in una condizione di abbandono e povertà. «Mia madre aveva perso la testa, mio padre era sparito», ha spiegato il coreografo, ricordando che a otto anni faceva le pulizie in una bisca per guadagnare le venti lire necessarie a comprarsi un panino.

La confessione, pronunciata con voce rotta dall’emozione, ha toccato anche il desiderio di poter riabbracciare i genitori: «Farei qualsiasi cosa pur di stare un giorno in più insieme a loro», ha aggiunto.

La rottura con il figlio e il bisogno di serenità

Nella stessa puntata, Corinne Cléry ha raccontato il dolore per l’interruzione dei rapporti con il suo unico figlio, Alexandre, che non vede da più di nove anni. «Ho cercato per anni un abbraccio, una carezza, un fiore, un “ti voglio bene mamma”, mai avuto nulla», ha confidato l’attrice, precisando di aver ricevuto solo dolori senza sapere il perché.

Cléry ha spiegato di aver quasi perdonato e di non provare più rancore né rabbia, ma di non sentirsi capace di riallacciare un legame che le ha provocato sofferenza: «Sarebbe la mia fine», ha detto, rivendicando la necessità di proteggere se stessa dopo anni difficili.

La tutela legale e la scelta di pensare a sé

La frattura con il figlio ha avuto anche risvolti concreti sul piano legale. Cléry ha rivelato di aver nominato un avvocato come tutore legale, una decisione operativa dallo scorso marzo, per evitare che sia il figlio a prendere decisioni sulla sua vita qualora lei non fosse più in grado di farlo. «Ho pensato di dovermi tutelare per difendermi da mio figlio», ha dichiarato, spiegando che questa scelta ha anche sospeso il matrimonio con l’amico Claudio Gentili, che avrebbe voluto sposare proprio per garantirsi una persona di fiducia.

Un confronto sui legami familiari

La trasmissione ha offerto un confronto tra due esperienze diverse ma accomunate dal tema dei rapporti familiari lacerati. Turchi, che ha costruito la sua carriera nella danza dopo un’infanzia difficile, ha invitato Cléry a provare a «resettare tutto», ricordandole che la vita è breve. L’attrice, dal canto suo, ha spiegato di aver raggiunto una nuova consapevolezza: «Arriva un momento in cui devi avere dignità e io l’avevo persa ma adesso, dopo nove anni e quattro mesi, perché li conto, l’ho recuperata in qualche modo».

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