The Voice Generations, tra lacrime in salsa family e la figuraccia degli Studio 3

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La seconda puntata di The Voice Generations, andata in onda venerdì 13 marzo su Raiuno, ha confermato l’impronta di uno spin-off che punta dritto al cuore, o meglio, al centro di quella matassa di emozioni che si annoda attorno ai legami familiari, e il tasso glicemico per il telespettatore, alle prese con un flusso continuo di dichiarazioni d’amore intergenerazionali, ha presto superato ogni livello di guardia, rendendo quasi necessario un kit di sopravvivenza a base di insulina pur di non soccombere a tanta tenerezza catodica. Antonella Clerici, dal canto suo, regge le redini di questo raduno che mescola padri, figli, nonni e nipoti, trasformando il palco in un salotto buono dove la musica diventa il pretesto per riscoprirsi famiglia, anche quando la performance vocale, oggettivamente, passa in secondo piano rispetto alla storia personale dei concorrenti.

Arisa e le sue strategie, Nek idolo delle mamme e il rischio di un reality troppo zuccheroso

La giuria, composta da Loredana Bertè, Arisa, Nek, Clementino e Rocco Hunt, si è distinta per dinamiche consolidate, con Arisa che, secondo le pagelle, si è aggiudicata un otto per aver sostanzialmente prenotato Rocco Hunt, in un gioco di alleanze e battibecchi che funziona e che alleggerisce la tensione delle Blind Audition, mentre Nek si è confermato l’idolo indiscusso delle mamme, capace di strapparle ai nuclei familiari rivali con un sorriso e una parola di conforto, guadagnandosi un sette pieno di consensi popolari. Dall’altro lato, però, la puntata ha dovuto fare i conti con qualche passo falso, primo fra tutti quello che ha coinvolto la famiglia Venturini, meglio nota al pubblico come il nucleo dell’ex cantante degli Studio 3, Marco Venturini, e di sua moglie Maddalena Malizia, già volto noto ai fan di Amici di Maria De Filippi per la sua partecipazione come ballerina nel 2009.

La famiglia Venturini e la figuraccia che sa di rivalsa mancata

Proprio loro, Marco e Maddalena, insieme ai figli Manuel, di 12 anni, e Mia, di appena 9, hanno portato sul palco “Mamma Maria” dei Ricchi e Poveri, un brano che profuma di tradizione e di italiani all’estero, ma la cui esecuzione, a giudicare dalle cronache, non deve aver convinto del tutto, tanto da valere un’insufficienza, un cinque in pagella, che sa di figuraccia per chi, come Venturini, aveva già assaporato le luci della ribalta con la sua boy band negli anni Duemila, quando canzoni come “Solo te” e “Forse un angelo” spopolavano nelle radio. E pensare che per loro, come hanno raccontato nel video di presentazione, partecipare a The Voice Generations rappresentava la realizzazione di un desiderio scritto nella lista dei buoni propositi di Capodanno, un sogno da condividere in quattro, tutti insieme, per dimostrare che la musica, in casa Venturini-Malizia, è davvero un affare di famiglia, nonostante il risultato non abbia entusiasmato né la critica né, probabilmente, i coach, sebbene Nek, con la sua proverbiale diplomazia, abbia poi convinto il gruppo a entrare nel suo team, dopo che lo stesso Marco aveva rivelato come “La notte” di Arisa fosse la canzone del primo bacio con sua moglie, creando un garbato conflitto di interessi poi risolto a favore del collega.

La composizione delle squadre e la macchina delle emozioni

La seconda puntata ha così contribuito a delineare le squadre in vista delle prossime fasi, con il team di Nek che si è arricchito di elementi come la stessa famiglia Venturini e il duo formato da mamma Rosa e figlia Elena, mentre Loredana Bertè, sempre arcigna e con quel suo carisma da rocker navigata, ha continuato a collezionare talenti, nonostante qualche distrazione che le è valsa un sei in pagella. Quello che emerge, al netto dei voti e delle esibizioni, è un meccanismo televisivo ormai rodato, in cui la confezione patinata e l’enfasi sui rapporti di sangue rischiano talvolta di soffocare la sostanza musicale, ma che continua a funzionare in termini di ascolti, trasformando il venerdì sera in un appuntamento fisso per chi cerca storie a lieto fine e qualche lacrima di commozione, rigorosamente in prima serata, anche se l’orario di partenza, slittato ormai stabilmente verso le 21:50, continua a far storcere il naso a chi, il giorno dopo, deve alzarsi presto.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.