Il Papa in Senato per ammirare la Bibbia di Borso d'Este
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Redazione Interno
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In una visita non annunciata, che ha scandito il pomeriggio romano di ieri, Papa Leone XIV ha varcato la soglia di palazzo della Minerva, sede della biblioteca del Senato, attranto dall'eccezionale esposizione della Bibbia di Borso d'Este. Il Pontefice, il cui amore per la cultura e per l'arte è noto, ha voluto osservare da vicino quel capolavoro assoluto della miniatura rinascimentale, giunto nella capitale in occasione del Giubileo e destinato a rimanervi, a disposizione del pubblico, fino al prossimo 16 gennaio. Ad attenderlo, nell'istituzione che conserva il prezioso volume, c'erano il presidente del Senato Ignazio La Russa e il segretario generale di palazzo Madama Federico Toniato, i quali hanno accompagnato il Santo Padre nel corso della sua esplorazione silenziosa e attenta.
Tra arte e istituzioni, un messaggio lasciato nella sala Capitolare
La sosta, che ha seguito un'impegnativa mattinata di udienze e un pranzo presso la nunziatura apostolica, si è concentrata sulle splendide miniature che decorano il testo sacro, un'opera di inestimabile valore normalmente custodita presso la Biblioteca Universitaria delle Gallerie Estensi. Al termine del percorso, prima di congedarsi, Leone XIV ha voluto lasciare una traccia scritta della sua presenza, firmando il registro degli ospiti nella sala Capitolare. "In occasione della visita al Senato, sono contento di lasciare queste parole, come espressione della mia benedizione su tutti coloro che servono la Patria", ha annotato di suo pugno il Papa, un gesto che va al di là della mera formalità e che sembra voler unire, in un ideale abbraccio, la spiritualità del suo ministero al servizio delle istituzioni repubblicane.
Un saluto finale oltre le mura del palazzo
La breve ma significativa incursione nel cuore dell'istituzione parlamentare si è conclusa all'esterno dell'edificio, dove un gruppo di persone, radunatesi forse per caso o informate della presenza illustre, ha voluto tributare al Pontefice un affettuoso saluto attraverso un coro spontaneo. Quel momento, semplice e non previsto dal protocollo, ha chiuso il cerchio di un pomeriggio che ha visto intrecciarsi, in maniera del tutto insolita, l'alta rappresentanza dello Stato con la guida della Chiesa cattolica, accomunate dalla contemplazione di una bellezza artistica che trascende i confini temporali e le appartenenze. La visita, per quanto improvvisa, ha così assunto i toni di un dialogo silenzioso ma eloquente, mediato dalle pagine miniate di un'opera antica.
Il valore di un'esposizione nel cuore delle istituzioni
L'evento ha riportato l'attenzione, se mai ce ne fosse stato bisogno, sulla mostra stessa, un'occasione rara per ammirare un tesoro nazionale spesso nascosto al grande pubblico. L'aver collocato un simile gioiello artistico all'interno di una biblioteca del Senato, quella intitolata a Giovanni Spadolini, non è affatto un dettaglio secondario, poiché lega indissolubilmente il patrimonio culturale italiano ai luoghi simbolo della sua democrazia. L'invito, esteso al Papa e accolto con immediata disponibilità, sottolinea come l'arte possa fungere da ponte e da linguaggio universale, capace di richiamare e unire personalità di massimo rilievo in un contesto di serena e elevata riflessione, lontano dalle contingenze della politica quotidiana.
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