Diabete, una sfida per la sanità territoriale: i numeri in Lombardia

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Salute Redazione Salute   -   In occasione della Giornata mondiale del diabete, che si celebra il 14 novembre, i sistemi sanitari locali della Lombardia fanno il punto su una patologia che, stando ai registri delle cronicità, interessa una fetta significativa della popolazione. L’attenzione si concentra, com’è logico che sia, non solo sulla gestione clinica ma anche e soprattutto sulle strategie di prevenzione, le quali – se applicate con costanza – potrebbero scongiurare l’insorgere di molti nuovi casi. I dati, che provengono dagli archivi amministrativi e dai centri di diabetologia, dipingono un quadro articolato e in evoluzione, con numeri assoluti in crescita anche a causa del progressivo invecchiamento della popolazione e di stili di vita non sempre corretti.

I dati nelle province

Nelle province di Mantova e Cremona, per fare un esempio, la Banca Dati Assistiti per l’anno in corso ha registrato una prevalenza della malattia che si attesta rispettivamente al 6,4% e al 5,9%. Queste percentuali, che potrebbero apparire esigue a una prima lettura, si traducono in realtà in un impatto molto concreto sui servizi, rappresentando complessivamente quasi cinquantatremila persone: ventinovemilaottantasei nella provincia mantovana e ventitrottomilaottocentonovantotto in quella cremonese. La stragrande maggioranza di loro, una percentuale che sfiora il 94%, è affetta da diabete di tipo 2, una forma la cui insorgenza è fortemente influenzata, come sottolineano gli esperti, da fattori comportamentali.

La situazione in Bergamasca e nel Cremasco

Anche la Bergamasca, d’altronde, deve confrontarsi con cifre importanti, dove i malati superano le cinquantamila unità. La tendenza, come rilevato dalla Struttura complessa di Malattie endocrine e Diabetologia dell’Asst Papa Giovanni, è quella di un incremento progressivo, un fenomeno che non risparmia neppure le fasce d’età più giovani. Nel Cremasco, dove i diabetici sono oltre diecimila, la responsabile del centro diabetologico di Asst Crema, Silvia Cecilia Severgnini, indica senza mezzi termini la prevenzione come la priorità assoluta. “Seguire una corretta alimentazione, praticare attività fisica con costanza, astenersi dal fumo di sigaretta, assumere alcool con moderazione e monitorare i principali fattori di rischio cardiovascolare, come ipertensione e dislipidemia”, sono queste, a suo avviso, le azioni fondamentali da compiere.

L'importanza della prevenzione

La Giornata mondiale diventa dunque un’occasione preziosa non solo per informare i cittadini, ma anche per promuovere iniziative di screening e incontri pubblici, il cui scopo è far conoscere meglio la malattia e i modi per conviverci. L’enfasi, in definitiva, è posta sulla necessità di un approccio multifattoriale, che unisca l’assistenza clinica a un’opera di educazione sanitaria capillare, la quale – partendo dalle scuole – coinvolga l’intera società in un percorso di consapevolezza. È su questo doppio binario, fatto di cura e di prevenzione, che si gioca una partita cruciale per la salute pubblica, i cui esiti sono destinati a influenzare la sostenibilità stessa del sistema sanitario nei prossimi decenni.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.