Ponte sullo Stretto, tra annunci di lavoro e il freno della Corte dei Conti

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’avvio delle selezioni per migliaia di nuovi posti di lavoro, un evento annunciato con toni trionfali dal contraente generale EurolinkWebuild, segna un passo concreto, almeno nelle intenzioni dichiarate, verso la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina. Pietro Ciucci, a capo della società, ha sottolineato come l’opera rappresenti “un’occasione di sviluppo e occupazione per il Sud”, un progetto che, nelle previsioni, dovrebbe assorbire manodopera specializzata tra la Sicilia e la Calabria. L’iniziativa di aprire le candidature per assumere e formare il personale necessario, operazione di per sé ambiziosa, procede tuttavia in un clima d’incertezza, mentre l’ombra dei controlli amministrativi si allunga sul dossier.

Il parere negativo dell'ufficio della Corte dei Conti

La macchina delle assunzioni, infatti, si muove in un contesto giudiziario e amministrativo tutt’altro che lineare. L’ufficio della Corte dei Conti che sta esaminando il dossier Cipess sul Ponte, dopo aver sollevato numerose questioni, ha infatti deciso di non dare il proprio assenso, optando per una richiesta di deferimento all’organo collegiale, la Sezione centrale. Una mossa che, di fatto, blocca temporaneamente l’iter e getta un’ombra sulle tempistiche promesse, poiché sul tavolo permangono diversi punti non chiariti, alcuni dei quali già oggetto di una prima richiesta di integrazioni inviata a Palazzo Chigi.

Le ombre sul dossier e la scadenza di novembre

La decisione dell’ufficio di controllo, la quale ha considerato non sufficienti le integrazioni fornite, costringe ora a un’attesa che si protrarrà almeno fino ai primi di novembre, termine entro il quale l’organo collegiale della Corte è chiamato a pronunciarsi sul destino di una delle opere pubbliche più costose e dibattute. Questo rinvio, che segue di poche ore gli annunci sulle assunzioni, crea una dicotomia stridente tra le narrazioni pubbliche di un progetto ormai prossimo alla fase operativa e la realtà di un percorso autorizzativo ancora irto di ostacoli, i quali nulla hanno a che vedere con la fattibilità tecnica ma tutto con l’inquadramento normativo e contabile.

Il contrasto tra l'annuncio e la sospensione operativa

Si delinea così uno scenario paradossale, dove da un lato una grande impresa si prepara a reclutare migliaia di persone per un cantiere che, dall’altro lato, non ha ancora ottenuto il via libera definitivo dagli organi di vigilanza. La società, nonostante la sospensione, ha scelto di “accelerare” sulla selezione del personale, definendo l’operazione come un segnale di fiducia nel progetto; un’iniziativa che, se da una parte mira a tenere viva l’attenzione sull’opera e a costruirne il consenso attraverso la promessa di occupazione, dall’altra deve fare i conti con la complessa e spesso opaca procedura che ne governa l’effettivo avvio, la quale rimane appesa al giudizio dei magistrati contabili.

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