Rosalía, nel nuovo album "LUX" c'è anche un brano in siciliano per Santa Rosalia
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Tre anni dopo il dirompente "MOTOMAMI", Rosalía fa ritorno sulla scena musicale con "LUX", un progetto che, confermando la sua indole da sperimentatrice, fonde con audacia il suono di un'orchestra sinfonica con le radici più profonde del flamenco e le incursioni più estreme del pop elettronico. L'album, che la cantante catalana ha registrato insieme alla London Symphonic Orchestra sotto la direzione di Daniel Bjarnason, si propone come un viaggio sonoro attraverso temi di misticismo femminile e trasformazione, un percorso che si articola, inaspettatamente, attraverso l'uso di ben quattordici lingue diverse.
Un disco monumentale e la sfida all'ascolto contemporaneo
La densità compositiva di "LUX", uscito il 7 novembre per Columbia Records, rappresenta una sfida aperta alla tendenza alla semplificazione che spesso caratterizza il panorama musicale mainstream; la sua complessità, che pure ne costituisce il valore più autentico, rischia di essere fraintesa da un pubblico non più avvezzo a un approccio all'ascolto così immersivo e ricco di stratificazioni. L'opera, che si annuncia come uno dei lavori più significativi dell'anno, conferma lo status dell'artista, già due volte vincitrice del Grammy Award e tredici volte del Latin Grammy, come una delle voci più rivoluzionarie e influenti a livello globale.
"Focu 'ranni", il tributo in siciliano alla santa patrona
Tra le molte sorprese che l'album riserva, spicca in particolare il brano "Focu 'ranni", un pezzo interamente cantato in siciliano che Rosalía ha voluto dedicare a Santa Rosalia, la patrona di Palermo. Il testo, che recita "Tu, u me focu ranni, prima d’abbruciarmi", aggiunge un ulteriore, profondo tassello alla narrazione spirituale e identitaria del progetto. La traccia, stando a quanto precisato, non è tuttavia disponibile sulle piattaforme digitali ma è riservata alla versione fisica del disco, una scelta che ne accentua il carattere di opera pensata per una fruizione completa e non episodica.
La struttura di un'opera che supera i confini
La scelta di attingere a un vocabolario linguistico così vasto, che include anche l'italiano, non è un mero esercizio di stile bensì una componente essenziale per comprendere l'ambizione universalista di "LUX". L'album, nel suo insieme, si configura come un lavoro che rifiuta qualsiasi categorizzazione facile, spingendosi in territori inesplorati dove la tradizione più classica dialoga, senza soluzione di continuità, con le avanguardie elettroniche e la forza primitiva del canto gitano. È proprio questa commistione, così calcolata eppure così visceralmente espressiva, a definire il lascito artistico di un'opera che ambisce a trascendere i generi.




