Bahrain, Mercedes e il futuro che cambia: nel WEC si ridefinisce la mappa
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Redazione Sport
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Quando, all'inizio di questa stagione, Mercedes-AMG e il team Iron Lynx annunciarono la loro partnership nel FIA World Endurance Championship, in pochi scommettevano su un esordio così rapido e competitivo. Le vicende, tuttavia, hanno preso una piega diversa, dimostrando come l'affiatamento tecnico e umano possa comprimere i tempi di sviluppo. Il secondo posto conquistato dall'equipaggio della vettura #61, guidato da Maxime Martin, Lin Hodenius e Martin Berry, alla 8 Ore del Bahrain non è stato, infatti, un lampo isolato ma il punto d'arrivo di un percorso costante. La vettura, che si è dimostrata protagonista sia nelle sessioni di qualifica che nella lunga distanza della gara, ha lottato per la vittoria fino all'ultimo giro, mancandola per un soffio. Quel podio, che pochi avrebbero scommesso all'avvio del progetto, serve ora da solida base per il rilancio verso il 2026, stagione nella quale il sodalizio punta a consolidare la propria presenza nella combattuta categoria LMGT3.
I piani di BMW e la strada che si interrompe per Valentino Rossi
Se da un lato si consolida un progetto, dall'altro se ne interrompe bruscamente un altro, quello che legava Valentino Rossi al mondiale endurance con BMW. La casa tedesca, come confermato dal team WRT, ha operato una ristrutturazione completa delle proprie line-up per la categoria LMGT3 in vista del 2026, un rimpasto che ha comportato l'esclusione del pilota italiano dai piani futuri. L'annuncio, giunto dopo settimane di indiscrezioni, segna la fine di un'avventura sulle quattro ruote che aveva suscitato grande interesse, costringendo il nove volte campione del mondo a una pausa forzata. Mentre Rossi, in queste ore, si gode un po' di relax sulle piste da sci di Madonna di Campiglio, il suo futuro agonistico dovrà quindi cercare altre strade, sebbene rimanga legato al mondo delle corse automobilistiche.
Addio alle Hypercar: Proton Competition saluta Porsche
Oltre ai cambiamenti nei team GT, il panorama del WEC subisce una trasformazione significativa anche nella classe regina, quella delle Hypercar. La notizia, circolata a lungo nei paddock, è diventata ufficiale: Proton Competition non schiererà più le Porsche 963 LMDh nel campionato mondiale a partire dalla prossima stagione. La decisione, comunicata dal team diretto da Christian Ried, pone fine a una collaborazione divenuta nel tempo sempre più complessa, quasi una "telenovela" tecnico-sportiva, come qualcuno l'ha definita. Questo ritiro, conseguentemente, interrompe la presenza della Hypercar tedesca nel massimo campionato endurance, ridisegnando ulteriormente la griglia della categoria che vede impegnati i costruttori più prestigiosi.
Il 2026 come anno di svolta
Gli sviluppi di queste settimane delineano, nel loro insieme, un campionato in profonda evoluzione, dove alle conferme si affiancano ritiri e nuovi assetti. L'episodio di Bahrain ha dimostrato come un team ben organizzato possa raggiungere in fretta livelli di eccellenza, gettando le premesse per sfide ancora più ambiziose. Parallelamente, le scelte strategiche dei costruttori, come quelle di BMW e della stessa Porsche attraverso i suoi team clienti, rimodellano continuamente la competizione, con effetti diretti sui piloti e sulle squadre. Il 2026 si configura quindi non come un semplice anno di transizione, ma come un momento di rilancio e ridefinizione per molti protagonisti, pronti a scrivere nuovi capitoli in un contesto sempre più globale e competitivo.




