Guerriglia urbana a Milano e Roma, la condanna di Meloni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Le piazze italiane, che pure avevano già vissuto momenti di tensione nelle precedenti manifestazioni di solidarietà per la Palestina, sono state teatro ieri di una escalation di violenza che ha riportato alla memoria gli scontri più bui degli anni passati. A Milano, in particolare, quella che doveva essere una giornata di protesta pacifica si è rapidamente trasformata in una vera e propria guerriglia urbana, con episodi di devastazione e durissimi scontri con la polizia. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è intervenuta senza mezzi termini per condannare quanto accaduto, definendo "indegne le immagini che arrivano da Milano" e attribuendo la responsabilità a "sedicenti 'pro-pal', sedicenti 'antifa', sedicenti pacifisti che devastano la stazione e generano scontri".

Secondo la ricostruzione delle autorità, la cui reazione è stata pronta e coordinata, gli episodi più gravi si sono concentrati nel capoluogo lombardo, dove il bilancio finale parla di oltre sessanta agenti feriti e refertati in pronto soccorso, per fortuna senza conseguenze gravi, e una decina di fermi. La violenza, che ha preso di mira caschi, automezzi e divise delle forze dell'ordine, ha ricordato per intensità gli assalti dei Black Block ai tempi di Expo 2015. Meloni ha sottolineato con forza come quelle azioni "nulla abbiano a che vedere con la solidarietà" e, in un passaggio politicamente significativo, ha aggiunto che "non cambieranno di una virgola la vita delle persone a Gaza, ma avranno conseguenze concrete per i cittadini italiani, che finiranno per subire e pagare i danni".

Anche a Roma la situazione non è stata semplice da gestire, sebbene su una scala diversa. Con oltre cinquantamila persone radunate in piazza per la causa palestinese, la questura ha disposto la chiusura della stazione Termini per motivi di sicurezza già verso mezzogiorno. Le tensioni sono espluse quando il corteo, non potendo più sostare in piazza, ha tentato di muoversi: da alcuni gruppi sono partiti lanci di oggetti contro le linee di poliziotti. Le forze dell'ordine, dopo aver concesso il permesso di procedere su un tratto della tangenziale, sono riuscite a far defluire lentamente la massa dei manifestanti verso piazzale Tiburtina, evitando che gli scontri degenerassero ulteriormente.

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