Ondata di calore, ultimo giorno di bollino rosso: da domani arriva l’aria fresca dal Nord Europa
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Redazione Interno
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L’ultimo, vero assalto dell’afa è in corso. Oggi, 21 luglio, il bollettino del ministero della Salute segna ancora 18 città con bollino rosso sulle 27 monitorate, ma si tratta, per usare le parole degli esperti, della «coda» della terza ondata di calore che ha stretto l’Italia in una morsa di umidità e temperature record per oltre una settimana.
La svolta è già nell’aria, letteralmente: una massa d’aria fresca di origine norvegese sta scendendo verso il Mediterraneo e nelle prossime ore spazzerà via il caldo africano, portando un refrigerio che, a guardare le proiezioni, dovrebbe durare almeno una decina di giorni. Se al Nord il termometro ha già iniziato a calare tra domenica e lunedì, oggi è la volta del Centro, con l’eccezione di Roma – dove si toccano ancora i 35 gradi – mentre tra giovedì e venerdì il miglioramento si estenderà finalmente anche alle regioni meridionali e alle isole maggiori, da tempo sotto una cappa opprimente.
I numeri del caldo e la mappa dei bollini
La fotografia scattata dal ministero della Salute racconta un Paese spaccato in due, ma solo per poche ore. Oggi i bollini rossi sono concentrati al Centro-Sud e in Sardegna e Sicilia, mentre domani, 22 luglio, il quadro cambierà radicalmente: le città con allerta massima scenderanno a sole sei, quasi tutte nel profondo Sud. Catania, Messina, Palermo, Cagliari, Reggio Calabria e Roma resteranno ancora sotto il segno del bollino rosso, ma si tratta ormai dell’estrema propaggine di un evento che ha esaurito la sua spinta.
Già da giovedì 23 luglio, secondo le previsioni, i bollini verdi – che indicano assenza di condizioni di rischio per la salute – saliranno a 17 su 27, e solo qualche città isolata come quelle siciliane potrebbe conservare il bollino arancione o giallo. La colonnina di mercurio, insomma, è pronta a scendere in modo deciso e diffuso, dopo giorni in cui molte località hanno superato abbondantemente i 38 gradi, con punte di 40 e oltre nelle aree interne.
L’aria fresca che cambia la stagione
L’arrivo della perturbazione atlantica, alimentata da correnti nordiche, non porterà solo un calo termico, ma anche un cambiamento della qualità dell’aria e del disagio percepito. La fine dell’afa, infatti, non è solo una questione di gradi: l’umidità residua lascerà il posto a una ventilazione più sostenuta, che renderà le notti finalmente respirabili dopo la lunga sequenza di notti tropicali con temperature minime superiori ai 25 gradi.
Secondo i meteorologi, questa pausa dal caldo estremo potrebbe prolungarsi fino ai primi giorni di agosto, quando non è escluso un nuovo rialzo delle temperature verso valori sopra la media stagionale. Per il momento, però, l’Italia si prepara a godere di un clima più sopportabile, con valori che torneranno ad attestarsi intorno ai 30 gradi al Centro-Nord e sui 33-34 al Sud, ma con tassi di umidità molto più bassi e un ritorno dei temporali pomeridiani tipici dell’estate continentale.
L’impatto sulle campagne e i primi conti dei danni
Mentre il caldo cede il passo ai temporali, sono già decine le segnalazioni di danni alle colture agricole, in un periodo particolarmente delicato per la raccolta di frutta, ortaggi e cereali. Secondo un primo monitoraggio della Coldiretti, gli effetti combinati di caldo record, grandinate improvvise e incendi boschivi stanno mettendo a dura prova le aziende agricole, con perdite ancora da quantificare con precisione ma che le stime preliminari indicano già in centinaia di milioni di euro.
Al Nord, nelle ultime ore, si sono abbattuti violenti nubifragi e grandinate che hanno devastato interi appezzamenti di mais e frutteti, mentre al Sud e nelle isole gli incendi hanno divorato ettari di macchia mediterranea e uliveti, alimentati dalla prolungata siccità e dalle raffiche di vento. Un bilancio pesante per il settore primario, che già aveva subito le conseguenze della siccità primaverile e che ora vede compromessa una parte importante della produzione estiva.




