Mts, l'Italia studia il riacquisto da Euronext: sul tavolo 600 milioni per il controllo dei Btp

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'Italia valuta di riportare sotto controllo nazionale la piattaforma su cui vengono negoziati all'ingrosso i titoli di Stato, a partire dai Btp. Secondo quanto riportato da Bloomberg, il governo starebbe considerando l'acquisto della quota del 63% di Mts oggi detenuta da Euronext, con Cassa depositi e prestiti nel ruolo di potenziale acquirente. L'operazione, per ora allo stadio di ipotesi, avrebbe una valutazione di circa 600 milioni di euro per la partecipazione del gruppo paneuropeo, mentre il restante 37% fa capo ad altri azionisti.

Euronext, dal canto suo, ha definito Mts un asset strategico e ha ribadito il proprio impegno a continuarne lo sviluppo all'interno del gruppo, senza commentare le indiscrezioni.

Un'infrastruttura nata per il debito italiano

Mts, acronimo di Mercato Telematico dei Titoli di Stato, nacque nel 1988 da un'intuizione del Tesoro e della Banca d'Italia, in un periodo in cui il debito pubblico italiano si avvicinava alla soglia del 100% del Pil. L'obiettivo era rendere i Btp un asset più liquido e appetibile agli occhi degli investitori istituzionali, riducendo di conseguenza i costi di emissione. La piattaforma fu successivamente privatizzata e incorporata in Borsa Italiana, che Euronext ha acquisito nel 2021 per 4,325 miliardi di euro.

Oggi Mts rappresenta uno dei principali mercati all'ingrosso europei per la negoziazione dei titoli di Stato, con scambi che coinvolgono banche, banche centrali, fondi e compagnie assicurative per lotti minimi compresi tra 2,5 e 10 milioni di euro.

Volumi in forte accelerazione

I dati più recenti confermano una crescita imponente dell'attività sulla piattaforma. A settembre 2026 il volume medio giornaliero di Mts Cash ha raggiunto 101,4 miliardi di euro, in aumento del 10,5% rispetto ai 91,8 miliardi di agosto e del 90,1% rispetto ai 53,3 miliardi dello stesso mese del 2025. Su base trimestrale, il terzo trimestre si è chiuso con una media di 88,1 miliardi al giorno, l'80,4% in più rispetto ai 48,8 miliardi dello stesso periodo dell'anno precedente. Nei primi nove mesi del 2026 la media si attesta a 69,6 miliardi, contro i 54,8 miliardi del 2025.

Particolarmente significativo il traguardo raggiunto l'8 luglio, quando in un'unica giornata sono stati scambiati oltre 100 miliardi di euro sui mercati Mts Cash.

Il quadro europeo della vigilanza sui mercati

L'operazione su Mts si inserisce in un contesto di profonda trasformazione della regolamentazione finanziaria europea. Il 4 dicembre 2025 la Commissione europea ha adottato il pacchetto sull'integrazione e la vigilanza dei mercati, pilastro dell'Unione del risparmio e degli investimenti, che prevede il trasferimento a livello europeo della supervisione diretta su alcune infrastrutture transfrontaliere significative.

L'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati assumerebbe la vigilanza su sedi di negoziazione e infrastrutture di post-trading oggi controllate dalle autorità nazionali. Nella riunione dell'Ecofin del 9 ottobre 2026 i ministri dell'Economia hanno raggiunto un'intesa politica sugli elementi chiave del pacchetto, ridimensionando però l'ambizione originaria: le piattaforme di negoziazione destinate a passare sotto la vigilanza diretta europea scendono da dodici a otto.

Euronext rientra comunque nel perimetro, trattandosi della principale infrastruttura di mercato paneuropea, che comprende Borsa Italiana e riunisce piazze, depositari e sistemi di compensazione di otto Paesi. La Banca centrale europea, nel suo parere sul provvedimento, ha espresso pieno sostegno alle proposte della Commissione, sottolineando come mercati dei capitali più integrati contribuiscano a stabilizzare la crescita e a sostenere un'efficace trasmissione della politica monetaria.

Le dimensioni del debito pubblico italiano

Il controllo della piattaforma su cui si formano i prezzi dei titoli di Stato assume un peso particolare se rapportato alle dimensioni del debito pubblico italiano. A maggio 2026 lo stock del debito ammontava a circa 3.207 miliardi di euro, con un rapporto atteso sul Pil del 138,6% per l'intero anno.

Mts gestisce oggi scambi che riguardano titoli del debito italiano ma anche di gran parte dell'Europa, dagli Stati sovrani di Germania, Francia, Spagna, Austria, Belgio, Regno Unito, Paesi Bassi, Grecia, Ungheria, Repubblica Ceca e Danimarca, fino agli Stati Uniti e a organismi sovranazionali come l'Unione europea. La piattaforma è attualmente presente su 20 mercati europei e il gruppo punta a espandere ulteriormente il modello internazionale, con risultati definiti eccellenti in Paesi come Portogallo e Spagna.

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