Euronext archivia il 2025 con ricavi e utili in crescita, Milano pesa per il 40% del fatturato

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo pan-europeo dei listini, Euronext, ha chiuso il bilancio del 2025 con numeri che evidenziano una crescita a doppia cifra, trainata in larga parte dalle attività non strettamente legate all'andamento dei volumi di scambio, sebbene anche questi ultimi abbiano mostrato una resilienza significativa. La holding che controlla Borsa Italiana ha registrato ricavi underlying per 1,823 miliardi di euro, segnando un incremento del 12,1 per cento rispetto all'esercizio precedente; l'utile netto, dal canto suo, si è attestato a 642,9 milioni, in rialzo del 9,8 per cento. Al di là dei dati aggregati, ciò che emerge con chiarezza è il peso specifico assunto dalla piazza affari milanese all'interno del network: il contributo italiano, che include le performance di Euronext Clearing (ex Cassa di Compensazione e Garanzia) e di Mts, il mercato all'ingrosso dei titoli di Stato, incide ormai per circa il 40 per cento sui ricavi complessivi del gruppo.

A sostenere i conti, come spiegato dalla società in sede di commento ai risultati, è stata la strategia di diversificazione che punta a bilanciare le entrate core con quelle derivanti da servizi ausiliari. Le cosiddette attività non-volume related – che spaziano dalla custodia e regolamento titoli ai servizi di dati e alle soluzioni per il mercato dei capitali – hanno rappresentato il 59 per cento del fatturato totale, arrivando a coprire il 157 per cento delle spese operative ricorrenti, al netto di ammortamenti e svalutazioni. In termini assoluti, il segmento Securities Services, che racchiude i servizi di post-negoziazione, ha generato 330,7 milioni di euro, in crescita del 6,9 per cento, mentre la divisione Capital Markets and Data Solutions ha fatto segnare un +12,1 per cento, raggiungendo quota 669,3 milioni.

La spinta dei mercati finanziari e l’effetto delle acquisizioni

Sul fronte delle attività legate ai volumi, la performance è stata sostenuta da un andamento vivace degli scambi, in particolare sul reddito fisso e sulle materie prime. I mercati obbligazionari, delle valute e delle commodity hanno prodotto ricavi per 342,8 milioni di euro, con un balzo del 16,2 per cento su base annua; un incremento, quest'ultimo, che riflette anche l'espansione delle operazioni di clearing e la maggiore volatilità che ha caratterizzato alcuni segmenti nel corso dell'anno. I mercati azionari, nonostante un contesto macroeconomico complesso, hanno visto il fatturato salire a 410 milioni, in aumento dell'11,7 per cento, a dimostrazione di una base di investitori che continua a operare sui listini del gruppo con una certa continuità.

L'esercizio appena concluso, come ricordato dall'amministratore delegato Stéphane Boujnah, ha beneficiato anche del contributo delle ultime operazioni di crescita esterna. L'integrazione della norvegese Admincontrol e l'ingresso del gruppo greco Athex hanno allargato il perimetro dei ricavi, sebbene con impatti diversi: per il listino ellenico, il cui consolidamento è avvenuto a fine novembre, il contributo diretto ai ricavi del quarto trimestre è stato limitato a circa 3,7 milioni di euro, ma le previsioni per il 2026 indicano un apporto più sostanziale, con oneri operativi stimati attorno ai 35 milioni e l'obiettivo di generare sinergie di cassa per 12 milioni annui entro il 2028.

Margini in espansione e rafforzamento patrimoniale

La redditività del gruppo ha mostrato un miglioramento diffuso, con un ebitda rettificato che si è attestato a 1,143 miliardi di euro, in crescita del 13,6 per cento, e un margine corrispondente salito al 62,7 per cento, in guadagno di 0,8 punti percentuali. L'utile netto rettificato, una metrica che piace agli analisti perché depurata da componenti straordinarie, è salito a 736,5 milioni di euro, in rialzo del 7,9 per cento, trainando di conseguenza l'utile per azione a 7,27 euro. Il management ha sottolineato come la disciplina finanziaria abbia permesso di mantenere un rapporto fra indebitamento netto e ebitda a 1,5 volte, un valore in linea con gli obiettivi di lungo periodo e che rientra agevolmente nei parametri target del gruppo.

Alla luce di questi risultati, il consiglio di amministrazione ha proposto all'assemblea degli azionisti – convocata per il prossimo 20 maggio ad Amsterdam – la distribuzione di un dividendo pari a 321,5 milioni di euro, equivalente al 50 per cento dell'utile netto consolidato. La cifra rappresenta un incremento del 9,8 per cento rispetto alla cedola pagata l'anno precedente, confermando la politica di remunerazione adottata dalla società. Per l'esercizio in corso, Euronext prevede di investire circa 15 milioni di euro in progetti di crescita strategica e stima spese operative underlying (escluse D&A) per circa 720 milioni, che saliranno a 770 includendo i costi di integrazione e gestione di Athex Group.

Prospettive per il 2026 tra innovazione e integrazione europea

Guardando ai prossimi mesi, il gruppo intende accelerare l'implementazione del piano strategico “Innovate for Growth 2027”. Tra le tappe previste, a marzo è atteso il lancio di nuovi contratti futures sull'energia, che andranno a diversificare l'offerta sulle commodity, mentre entro giugno dovrebbe vedere la luce un mercato unico europeo dei pronti contro termine. Particolare attenzione, inoltre, è rivolta al progetto di far diventare Euronext Securities il depositario centrale per le azioni liquide negoziate ad Amsterdam, Bruxelles e Parigi, un processo che dovrebbe concretizzarsi entro settembre e che rappresenterebbe un passo significativo verso l'armonizzazione delle infrastrutture post-negoziazione nel vecchio continente. Boujnah ha accolto con favore le recenti proposte della Commissione Europea in materia di Unione del Risparmio e degli Investimenti, giudicandole allineate con la missione del gruppo di fungere da spina dorsale per mercati finanziari europei più integrati e competitivi.

Description: Euronext chiude il 2025 con ricavi a 1,82 miliardi (+12,1%) e utile netto a 642,9 milioni (+9,8%). Il gruppo guidato da Boujnah vede il contributo di Piazza Affari salire al 40%. Dividendo in aumento del 9,8%.

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