Gens Aurea, l’Ipo del compro oro: a luglio il debutto a Piazza Affari con il 25% del capitale

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Redazione Economia Redazione Economia   -   A quasi tre anni di distanza dall’ultima operazione sul mercato principale, Borsa Italiana si appresta ad accogliere una nuova matricola. Il gruppo Gens Aurea, attivo nella compravendita di oro e preziosi con la catena OroCash, ha depositato il prospetto informativo alla Consob e punta a sbarcare su Euronext Milan entro la prima metà di luglio, in quella che si candida a essere la prima Ipo su Piazza Affari dal 2023.

Una quota contenuta per un progetto ambizioso

L’operazione, gestita da un pool di banche d’affari che comprende Bnp Paribas, Jefferies, UniCredit, Banca Akros e Alantra, assumerà la forma di un collocamento privato di azioni esistenti detenute da Mattina Holding, società riconducibile al fondo Dvc Partners che controlla il gruppo. L’offerta, riservata a investitori qualificati, includerà un’opzione greenshoe e prevede la vendita di una partecipazione intorno al 25% del capitale.

Come ha spiegato l’amministratore delegato Fabio Godano a Radiocor, "gli azionisti intendono rimanere investiti e puntiamo a continuare a crescere con l'obiettivo di creare a livello europeo una realtà come FirstCash negli Usa".

Numeri in forte crescita e un mercato in espansione

La valutazione complessiva del gruppo, che opera in cinque Paesi europei (Italia, Spagna, Portogallo, Austria e Svizzera) con oltre 530 punti vendita e otto marchi tra cui OroCash e OroCaja, dovrebbe superare 1,5 miliardi di euro. A sostenere le ambizioni del gruppo, il quale ha gestito oltre 11 tonnellate di oro rigenerato nel 2025, sono numeri in forte crescita: l’esercizio 2025 si è chiuso con ricavi per 836,3 milioni di euro, un ebitda adjusted di 105,2 milioni e un utile di 67,9 milioni.

Il primo trimestre del 2026 ha già fatto registrare ricavi per 445,1 milioni di euro, con profitti per 48,8 milioni. Le previsioni per l’intero anno puntano a un fatturato di circa 1,5 miliardi, oltre 200 milioni di ebitda e 130 milioni di utili.

La strategia: crescita organica, acquisizioni e nuovi mercati

La scelta della quotazione, come sottolineato dall’ad, non risponde a esigenze di finanziamento, dato che il gruppo opera senza indebitamento e si autofinanzia. L’obiettivo è piuttosto quello di acquisire visibilità per accelerare la strategia di crescita, che prevede l’apertura di nuovi negozi – oltre 70 solo nel 2026 – e l’ingresso in nuovi mercati, a cominciare dalla Germania, considerato il terzo mercato europeo per possesso di oro privato pro capite.

Il piano industriale al 2029 ambisce a raggiungere un giro d’affari superiore a 2,4 miliardi di euro e una rete di 750 punti vendita, con la possibilità di valutare acquisizioni selettive in Paesi come Romania o Polonia.

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