La Germania non espelle la ragazza somala: asilo in una chiesa evangelica di Norimberga

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Non salirà sul volo delle 4.30 di questa mattina. Faduma Abdirisaq Warsame, la ventiduenne somala al centro della disputa tra Italia e Germania sull'applicazione del regolamento di Dublino, è stata accolta in un rifugio ecclesiastico a Norimberga, in Baviera, e non sarà trasferita in Italia.

A darne notizia è stato il presidente dell'associazione "Matteo – Kirche und Asyl", Stephan Reichel, che ha spiegato come la giovane, sottratta a un matrimonio combinato in Somalia e sbarcata a Lampedusa lo scorso 27 febbraio dopo tre giorni di traversata, abbia trovato protezione tra le mura di una comunità evangelica tedesca.

L'asilo ecclesiastico come extrema ratio

La mossa dell'associazione, che si inquadra in un accordo siglato il 24 febbraio 2015 tra le chiese tedesche e il governo federale, ha di fatto bloccato l'esecuzione del provvedimento di trasferimento disposto dall'Ufficio per l'immigrazione del distretto della Bassa Franconia. L'accordo, come ha ricordato Reichel, prevede che le comunità religiose, siano esse evangeliche, cattoliche o libere, possano concedere asilo per ragioni umanitarie a persone in grave difficoltà.

La protezione, nella fattispecie, durerà formalmente fino alla scadenza del termine per l'espulsione, ma il presidente dell'associazione è stato chiaro: "La ragazza rimarrà sotto la nostra protezione fino a quando la Germania non accoglierà la richiesta dell'Italia di annullare definitivamente il trasferimento".

Il simbolo di uno scontro tra Stati

Il caso di Faduma si è rapidamente trasformato in un simbolo del confronto tra Roma e Berlino sull'interpretazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, entrato in vigore lo scorso 12 giugno. Da un lato, la Germania, forte del principio del "primo Paese di ingresso" sancito dalle regole di Dublino, ritiene che l'Italia sia competente per l'esame della domanda di asilo, essendo Lampedusa il suo primo approdo in Unione Europea.

Dall'altro, il governo italiano sostiene che le nuove regole non possano essere applicate a situazioni precedenti alla loro entrata in vigore e ha evocato una "compensazione" con i migranti soccorsi nel Mediterraneo dalle organizzazioni non governative tedesche, che battono bandiera tedesca. Una partita doppia che, al momento, non trova riscontro nelle procedure previste dal Patto.

La fuga e il ricongiungimento

La storia della giovane somala è emblematica delle contraddizioni del sistema. Faduma era fuggita dalla Somalia per sottrarsi a un matrimonio combinato e, dopo aver attraversato il Mediterraneo su un gommone, era sbarcata a Lampedusa il 27 febbraio. La sua meta, tuttavia, non era l'Italia, ma la Germania, dove vivevano la madre e il fratello, che non vedeva da 17 anni. Arrivata in Assia alla fine di marzo, era stata registrata dalle autorità tedesche il 31 marzo e aveva potuto ricongiungersi con la sua famiglia, che risiede legalmente in Baviera da molti anni.

Un sogno che si è infranto contro il provvedimento di espulsione, notificatole il 25 giugno, che ha riacceso il dibattito sulla responsabilità dei Paesi di primo approdo.

La replica di Reichel e le motivazioni umanitarie

Stephan Reichel ha difeso la scelta dell'asilo ecclesiastico sottolineando le condizioni di fragilità della ragazza. "Ha già sofferto molto, è molto spaventata e corre il rischio di perdere i contatti con la sua famiglia", ha dichiarato Reichel, aggiungendo che "in Italia rischierebbe di rimanere da sola, come tanti altri richiedenti asilo, e di finire in mezzo alla strada". Le motivazioni umanitarie, secondo l'associazione, rappresentano un presupposto valido per concederle protezione.

Faduma, attraverso Reichel, ha espresso sollievo: "Sono molto felice di essere al sicuro. Adesso il tempo orribile della fuga è finito". Resta da vedere se la mossa della Chiesa evangelica riuscirà a scongiurare definitivamente il trasferimento o se si tratterà solo di una sospensione temporanea, in attesa che la diplomazia tra i due Paesi trovi una soluzione.

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