Tour de France, brutta caduta per Vingegaard, costretto al ritiro
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(Adnkronos) – Jonas Vingegaard costretto al ritiro nel Tour de France. Il corridore danese della Visma Lease a Bike, è caduto a poco più di 20 km dal traguardo della quindicesima tappa, la Champagnole-Plateau de Solaison di 183,9 km. Una brutta caduta che lo ha costretto a lasciare il Tour per una sospetta frattura della clavicola. Coinvolti nella caduta anche Kuss, Del Toro ed Hindley che sono riusciti a riprendere la gara. (OglioPoNews)
Ne parlano anche altre fonti
È a sorpresa Remco Evenepoel il vincitore della quindicesima tappa del Tour de France 2026. Il portacolori della Red Bull Bora Hansgrohe ha retto benissimo sulla salita finale, anticipando allo sprint Pogacar, oggi in veste di gregario. (OA Sport)
Tante volte abbiamo sottolineato quanto Evenepoel fosse carente sulle lunghe salite, tante volte l’avevamo criticato sia nei grandi giri sia al Lombardia, l’unica classica in cui si possono fare certi paragoni: sul Sormano, Pogacar l’aveva sempre staccato. (La Gazzetta dello Sport)
Frattura alla clavicola e numerose escoriazioni per Jonas Vingegaard, che "richiederà un intervento chirurgico nei prossimi giorni data la sua gravità". Vingegaard tornerà a operarsi alla clavicola a due anni dalla sua caduta, ben più grave, al Giro dei Paesi Baschi del 2024. (Sportmediaset)

Alla fine della seconda settimana il Tour de France si ritrova senza quello che doveva essere l’avversario di Pogacar, ossia il vincitore del Giro d’Italia Jonas Vingegaard. Tattiche violente, medie altissime, distacchi mostruosi: basti dire che il decimo della generale, il francese Jordan Jegat, ha 19’26” dalla maglia gialla. (La Gazzetta dello Sport)
Foto A.S.O. I 3 hanno abbattuto la fatidica soglia dei 1.900 m/h di VAM su un’ascesa superiore ai 30’, il tutto in una tappa con quasi 4.000 metri di dislivello corsa a quasi 42 km/h di media. (BiciDaStrada)
Settimane anzi mesi di allenamento, lunghissimi e monacali ritiri in altura, i «marginal gains» per guadagnare secondi, che spaziano dai bibitoni all'acido lattico per recuperare prima e meglio all'AI nelle ammiraglie ad aiutare gli strateghi della tattica. (Corriere della Sera)




