La nuova geografia del consiglio e la macchina del consenso che ha portato alla vittoria di Occhiuto in Calabria
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Redazione Interno
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La geografia del nuovo consiglio regionale calabrese si sta delineando con chiarezza, mostrando una netta predominanza del centrodestra, i cui numeri, che spiccano in maniera inequivocabile, vedono Forza Italia e la lista del presidente riconfermato, Roberto Occhiuto, esprimere insieme undici consiglieri. Il governatore, il cui successo appare come l'esito di una strategia comunicativa e politica ben orchestrata, non ha perso tempo e si trova già a Roma, con l'obiettivo preciso di presentarsi al nuovo esecutivo con la Calabria già fuori dal commissariamento della sanità, un traguardo che lui stesso ha definito, in una sorta di bilancio della competizione, con la frase "Così abbiamo battuto Tridico".
Una macchina elettorale essenziale e una sfida comunicativa
La campagna elettorale che ha portato alla riconferma di Occhiuto, il quale ha trionfato nettamente con quasi il sessanta per cento dei consensi, può essere riassunta, tra il serio e il faceto, con la formula "due contro tutti", una battaglia di comunicazione che ha visto il presidente uscente contrapposto a Pasquale Tridico. Quella macchina elettorale, la cui efficacia è stata impressionante, non si è basata su un team particolarmente numeroso; al contrario, essa ha funzionato grazie a un metodo preciso, quello della gestione del consenso, che in Calabria, come sottolineano alcune voci, viene spesso utilizzato in un certo modo.
Le critiche e la percezione di una sconfitta collettiva
Contro quella narrazione che celebra la vittoria di Occhiuto come un trionfo della democrazia e della volontà popolare, si è levata una voce critica, quella di Angelo Bianco, il quale, dichiarando "da calabrese io non ci sto", ha rigettato l'idea che a vincere sia stato il merito, affermando invece che ha trionfato il metodo. La sua posizione, che rifiuta di accettare quella lettura dei fatti, è netta: "Lunedì in Calabria abbiamo perso proprio tutti!", esclamazione che sottolinea una percezione di sconfitta collettiva, mentre la vittoria del presidente, a suo dire, era un esito già scritto dal giorno delle sue dimissioni.
Le dinamiche dei schieramenti e l'analisi della sconfitta
La sconfitta del cosiddetto campo largo in Calabria, un esito forse già annunciato da un'immagine che ritraeva insieme Pasquale Tridico ed Elly Schlein, è diventata oggetto di analisi, come in una recente puntata della video rubrica "Fotosintesi". Lì si è evidenziato come, dopo la sconfitta subita nelle Marche, si sostenesse che il campo largo funzionasse solamente quando il candidato proveniva dal Movimento 5 Stelle, ma la batosta subita dalla sinistra in Calabria ha messo in discussione anche quell'assunto. La destra, nonostante alcune divisioni, si è presentata unita, mentre la sinistra, formalmente unita, è apparsa profondamente divisa. Intanto, Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, non sembra perdere consensi; anzi, appare aver compreso a fondo i meccanismi delle democrazie contemporanee, dove si vince spesso cavalcando il risentimento e si governa, in un secondo momento, offrendo rassicurazione.




