Marte, il Giappone lancia MMX: prima missione al mondo per riportare campioni da Phobos

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SCIENZA E TECNOLOGIA Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il Giappone ha aperto una nuova pagina nell'esplorazione del sistema solare. La sonda senza equipaggio Martian Moons eXploration (MMX) dell'agenzia spaziale JAXA è partita con successo nella notte italiana tra il 19 e il 20 ottobre 2026 a bordo di un razzo H3 dal centro spaziale di Tanegashima, nel sud-ovest del Paese.

Dopo circa settantuno minuti dal decollo, la JAXA ha confermato la separazione del veicolo dal lanciatore e il suo inserimento nell'orbita prevista, dando il via a un viaggio quinquennale che punta a un primato assoluto: prelevare rocce e sabbia dalla superficie di Phobos, la più grande delle due lune marziane, e riportarle sulla Terra.

Un traguardo scientifico e tecnologico

L'obiettivo dichiarato è raccogliere almeno dieci grammi di materiale dalla superficie di Phobos, un corpo roccioso dalla forma irregolare che orbita a circa seimila chilometri da Marte e compie tre giri intorno al pianeta in un solo giorno. Il rientro del capsula con i campioni è atteso per il luglio 2031, con un ammartaggio previsto nel deserto australiano di Woomera.

La missione rappresenta anche una prima volta per il vettore H3, il nuovo razzo di punta del programma spaziale nipponico, il cui debutto nel 2023 si era chiuso con un fallimento a causa della mancata accensione del motore del secondo stadio; da allora il lanciatore ha accumulato una serie di successi, fino al decollo numero dieci che ha portato MMX nello spazio.

Il mistero dell'origine delle lune marziane

Il cuore scientifico della missione riguarda la formazione di Phobos e Deimos, le due piccole lune che accompagnano il Pianeta Rosso. Gli scienziati oscillano tra due ipotesi principali: che si tratti di asteroidi catturati dalla gravità marziana, oppure che siano nati dai detriti sollevati da un gigantesco impatto sulla superficie di Marte.

L'analisi dei campioni prelevati dalla luna maggiore potrebbe fornire indizi decisivi non solo sulla storia del sistema marziano, ma anche sui processi che hanno portato alla nascita dei pianeti rocciosi e sulla provenienza di elementi volatili come acqua e materiale organico, ingredienti essenziali per la comparsa della vita. La JAXA sottolinea che Phobos, non avendo subito la stessa evoluzione geologica dei corpi planetari, conserva tracce delle fasi più antiche dello sviluppo del sistema solare.

Il rover franco-tedesco e le operazioni di superficie

Prima che la sonda madre scenda su Phobos per la raccolta vera e propria, un piccolo rover chiamato Idefix, sviluppato congiuntamente dalle agenzie spaziali francese e tedesca, esplorerà il terreno per individuare un sito di atterraggio sicuro. Le dimensioni ridotte e la gravità estremamente debole della luna rappresentano una sfida notevole per le manovre: il veicolo, grande all'incirca quanto un forno a microonde, dovrà muoversi a una velocità di un millimetro al secondo e sarà progettato per raddrizzarsi autonomamente in caso di atterraggio capovolto.

Le operazioni di campionamento vere e proprie vedranno il lander giapponese perforare il suolo e aspirare il materiale in due distinte zone della superficie, rimanendo sul posto per un tempo limitato prima di ripartire.

Una collaborazione internazionale

La missione MMX non è un'impresa solitaria del Giappone. Accanto alla JAXA operano la NASA, l'Agenzia spaziale europea, il centro francese CNES e il tedesco DLR, con un coinvolgimento che comprende strumenti scientifici come lo spettrometro MEGANE per l'analisi della composizione chimica e il campionatore pneumatico P-Sampler. La NASA avrà accesso a circa il quindici per cento del materiale riportato, che sarà analizzato nei laboratori del Johnson Space Center.

Il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha commentato il lancio sui social network definendolo un passo storico per il Paese, mentre il project manager della missione, Yasuhiro Kawakatsu, ha ricordato che il progetto è nato quasi dieci anni fa e ha richiesto uno sforzo ingegneristico considerevole per superare le numerose difficoltà tecniche incontrate lungo il percorso.

Il programma di volo fino al 2031

Dopo il decollo e l'inserimento in orbita, MMX impiegherà circa un anno per raggiungere le vicinanze di Marte, con arrivo previsto nell'agosto 2027. Seguirà una fase di osservazioni dettagliate di Phobos e Deimos della durata di circa tre anni, durante la quale verranno raccolte le informazioni necessarie a selezionare i siti di campionamento e a studiare la composizione e la struttura interna della luna maggiore. Le due discese sulla superficie sono programmate per la fine del 2028 o l'inizio del 2029.

Completata la raccolta, la sonda effettuerà sorvoli ravvicinati di Deimos, la luna minore, prima di lasciare l'orbita marziana nel novembre 2030 e intraprendere il viaggio di ritorno. La capsula con i campioni si separerà dalla sonda madre negli ultimi giorni di missione e attraverserà l'atmosfera terrestre per consegnare il suo carico alla comunità scientifica internazionale.

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