Mediobanca, chiusi i conti con Nagel e Vinci: patto da 5 milioni per ciascuno
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Redazione Economia
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Nella serata di venerdì 5 dicembre, attraverso un comunicato ufficiale, Mediobanca ha annunciato di aver sottoscritto gli accordi che sanciscono formalmente l’uscita di scena dei due storici vertici manageriali. La banca di Piazzetta Cuccia, infatti, ha risolto i rapporti di lavoro con Alberto Nagel, che ha guidato l’istituto come amministratore delegato, e con Francesco Saverio Vinci, che ne è stato il direttore generale. Gli accordi, la cui decorrenza è fissata al 4 dicembre, seguono i termini che il consiglio di amministrazione aveva già approvato nel corso della riunione del primo dicembre, chiudendo definitivamente una fase di transizione iniziata con le loro dimissioni, presentate a metà settembre, in seguito alle mutate condizioni di controllo dell’azionariato.
I termini dell’addio concordato
Secondo quanto spiegato dalla nota, ai due manager viene corrisposta una somma complessiva di cinque milioni di euro ciascuno, un importo che si configura come il punto finale di un rapporto professionale durato molti anni. Questo passaggio, sebbene atteso, rappresenta un momento significativo nella vita dell’istituto, che si prepara ora a una nuova era sotto una proprietà diversa. La cifra pattuita, per quanto rilevante, costituisce solo una parte dell’indennizzo totale che spetta a Nagel, la cui posizione si è andata a comporre nel tempo attraverso una serie di piani incentivanti e altri strumenti retributivi.
Il contesto più ampio del risarcimento
Il totale che l’ex amministratore delegato si porta a casa, tra buonuscita e vari incentivi maturati nel corso del suo mandato, si avvicina infatti alla cifra di novanta milioni di euro, un dato che fotografa la dimensione della remunerazione per un incarico di tale livello e durata. La formalizzazione di questi accordi, arrivata in serata, si è incrociata temporalmente con un altro sviluppo di cronaca finanziaria, riguardante una banca con cui Mediobanca intrattiene relazioni. Nella stessa serata, il consiglio di amministrazione di Mps ha espresso piena fiducia al proprio amministratore delegato, Luigi Lovaglio, il cui nome è coinvolto in un’inchiesta della magistratura.
Una serata di annunci incrociati
I due annunci, pubblicati a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro, hanno così caratterizzato la fine della giornata di venerdì, segnando un doppio passo avverso in due dossier distinti ma seguiti con attenzione dagli osservatori. Da un lato, si è chiuso con un sigillo ufficiale il capitolo della gestione precedente in Mediobanca; dall’altro, si è avuta una presa di posizione netta da parte del cda di Monte dei Paschi di Siena verso il proprio manager, nonostante le indagini in corso. Questi sviluppi giudiziari, che vengono seguiti con rigore dalle autorità competenti, continuano a essere al centro dell’attenzione, mentre le istituzioni coinvolte procedono nelle loro attività.




