Dopo un trauma, il licenziamento di una manager di Torino

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una manager torinese di 32 anni ha vissuto una serata da incubo in un locale dei Navigli di Milano nel marzo del 2023. È stata vittima di uno stupro di gruppo compiuto da tre individui che considerava suoi amici. Questo atto orribile è stato descritto dal giudice come un "atteggiamento di subdola sopraffazione".

Dopo l'incidente, l'azienda per la quale lavorava, con sede legale in Olanda e uffici ad Assago, ha espresso sostegno e solidarietà per la violenza subita. Tuttavia, in seguito ha deciso di licenziarla. La società ha ritenuto che la donna "non fosse più efficiente" e le ha offerto 5 mila euro di buonuscita.

Oltre al trauma subito, la donna ha dovuto affrontare un ulteriore colpo. Nonostante fosse stata vittima di un atto così terribile, è stata considerata "poco efficiente" e licenziata. Questo è quanto è accaduto a questa donna, che ora è un'ex dipendente dell'azienda olandese.

Questa storia sconvolgente mette in luce le difficoltà che le vittime di violenza possono incontrare anche dopo l'evento traumatico. Non solo devono affrontare le conseguenze psicologiche dell'aggressione, ma possono anche trovarsi a dover lottare per i loro diritti sul posto di lavoro.

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