Licenziamento ingiusto di una manager dopo un trauma
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Redazione Interno
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Una manager torinese di 32 anni, che ha subito una terribile violenza sessuale, è stata licenziata dalla sua azienda mentre era ancora in permesso dal lavoro per curarsi. Questo licenziamento è stato definito ingiusto e discriminatorio dalla vittima stessa.
Il trauma e il licenziamento
La manager ha subito una violenza sessuale di gruppo in un locale lungo i Navigli, a Milano. Un anno dopo l'incidente, mentre era ancora in permesso dal lavoro per curarsi, la sua azienda l'ha licenziata. Quando ha appreso la notizia, è svenuta. Aveva bisogno di più tempo per affrontare il trauma e rimettere insieme i pezzi della sua vita.
La lotta legale
La vittima ha deciso di combattere contro il licenziamento ingiusto e discriminatorio. Ha affidato il suo caso all'avvocato Alexander Boraso, che si sta preparando a presentare ricorso al tribunale del Lavoro. La manager ha sottolineato che è stata trattata come un numero dalla multinazionale che l'ha licenziata.
La mancanza di solidarietà
La manager ha espresso la sua delusione per la mancanza di solidarietà, soprattutto da parte delle donne nella sua azienda. Ha rivelato che tutte quelle che hanno deciso di licenziarla erano donne. Dopo aver subito una violenza così terribile, sperava di trovare un po' di umanità, di supporto, almeno di comprensione. Invece, ha dovuto affrontare un altro tipo di violenza: il mobbing sul posto di lavoro.
La speranza per il futuro
Nonostante tutto, la manager non ha perso la speranza. Continua a ripetere a se stessa: "Ce la farò, mi serve solo ancora un po’ di tempo". Ha dovuto rinunciare al sogno della carriera nel momento in cui era più fragile, ma non ha rinunciato alla lotta per la giustizia.




