Bastoni al Barcellona, l'Inter alza il muro: 80 milioni e contropartite, la strategia dei blaugrana
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Le voci attorno ad Alessandro Bastoni, difensore centrale dell'Inter e della Nazionale, si rincorrono ormai da settimane senza trovare una tregua, alimentate da un interesse concreto e insistente da parte del Barcellona che vede nel classe 1999 il profilo ideale per ridisegnare la propria retroguardia. Non si tratta, e sarebbe riduttivo pensarlo, delle semplici chiacchiere da mercato che accompagnano ogni calciatore di livello dopo una prestazione importante o un episodio controverso come quello recentemente archiviato con la Juventus. La dirigenza catalana, con Deco in prima linea, ha già avviato contatti esplorativi con l'entourage del giocatore, trovando terreno fertile: Bastoni, nonostante le lusinghe e le offerte provenienti dalla Premier League, valuta con attenzione la possibilità di approdare in Liga, convinto che le sue caratteristiche tecniche possano sposarsi alla perfezione con il modello di gioco impresso da Hansi Flick.
Di fronte a questo corteggiamento, la posizione dell'Inter appare ben delineata e lontana da quella disponibilità allo smobilizzo che qualche voce di mercato aveva frettolosamente ipotizzato. La società nerazzurra, concentrata esclusivamente sull'obiettivo sportivo immediato rappresentato dalla corsa allo scudetto, non ha alcuna intenzione di privarsi del suo perno difensivo per una cifra che non sia congrua al suo valore tecnico e, soprattutto, alla sua plusvalenza potenziale. L'ipotesi di una cessione intorno ai 50 milioni di euro, circolata negli ultimi giorni, è stata prontamente smentita sul nascere: una valutazione del genere non solo sarebbe irrisoria, ma rappresenterebbe addirittura un incasso inferiore rispetto a quello ottenuto due estati fa con la partenza di Onana, un paragone che in casa Inter non trova riscontro logico.
La valutazione del cartellino e le esigenze di bilancio
Il club di viale della Liberazione, per sedersi a un tavolo negoziale e prendere in considerazione l'addio del proprio numero 95, parte da una base d'asta ben più alta, compresa tra gli 80 e i 90 milioni di euro. Una richiesta che affonda le radici in precise logiche di bilancio: il valore residuo del cartellino di Bastoni a libro è attestato attorno ai 2,8 milioni di euro, il che significa che un'eventuale vendita garantirebbe una plusvalenza quasi integrale, capace di risanare i conti di una stagione segnata dall'eliminazione precoce in Champions League e dalla mancata partecipazione al Mondiale per Club. Una manna finanziaria, quella derivante da una cessione eccellente, che permetterebbe non solo di compensare i mancati introiti europei, ma anche di finanziare una parte consistente della campagna acquisti estiva del 2026.
La strategia del Barcellona: contropartite tecniche per abbassare il prezzo
Il Barcellona, pur avendo messo Bastoni in cima alla lista dei desideri per rinforzare la difesa, è perfettamente consapevole delle difficoltà oggettive di mettere sul piatto una simile somma di denaro contante, viste le note e perduranti ristrettezze economiche e i paletti imposti dal Fair Play Finanziario. Da qui la strategia, riportata dalla stampa catalana e ripresa in Italia, di provare a imbastire una trattativa complessa che preveda l'inserimento di una o più contropartite tecniche, utili a limare l'esborso cash. La dirigenza blaugrana avrebbe già messo sul piatto alcuni nomi, tra cui spiccano quelli di Andreas Christensen e Ronald Araujo, due difensori centrali che il club starebbe valutando di lasciar partire, e l'esterno offensivo Ansu Fati. Quest'ultimo, attualmente in prestito al Monaco con un diritto di riscatto fissato a 11 milioni, diventerebbe una pedina di scambio fondamentale nel caso in cui il club del Principato non decidesse di esercitare l'opzione a suo favore.
La posizione dell'Inter di fronte all'ipotesi scambio
Resta da capire, però, quanto la dirigenza nerazzurra guidata da Marotta e Ausilio sia disposta ad accogliere la formula dello scambio, una pratica che storicamente ha sempre affrontato con una certa cautela, preferendo operazioni lineari in contanti. L'inserimento di giocatori come Christensen o Araujo, con i rispettivi ingaggi e caratteristiche tecniche, potrebbe non coincidere perfettamente con le esigenze tattiche di Cristian Chivu, il quale considera Bastoni un punto fermo e inamovibile dello scacchiere difensivo. Se da un lato la volontà del giocatore di affrontare una nuova esperienza in un club prestigioso come il Barcellona rappresenta un elemento da non sottovalutare, dall'altro l'Inter non ha alcuna fretta di privarsi di un interprete chiave, forte di un contratto in scadenza nel 2028. La sensazione è che la trattativa, ancora in una fase embrionale nonostante i contatti informali, si giocherà tutta nei prossimi mesi, con i nerazzurri pronti a fare muro e ad alzare ulteriormente le proprie pretese di fronte a qualsiasi offerta che non corrisponda al reale valore del calciatore.




