Trump vuole il controllo del Canale di Panama e della Groenlandia
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Redazione Esteri
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Donald Trump, presidente eletto degli Stati Uniti, ha recentemente dichiarato la sua intenzione di riprendere il controllo del Canale di Panama, suscitando una reazione sdegnata da parte del governo locale. Questa mossa, che potrebbe sembrare una delle tante provocazioni del tycoon, ricorda l'intervento militare degli anni Ottanta, quando Ronald Reagan inviò i Marines per rovesciare un dittatore coinvolto nel narcotraffico. Tuttavia, l'obiettivo di Trump non è la conquista della preziosa via di comunicazione, bensì il rafforzamento della sicurezza nazionale e della libertà globale.
Parallelamente, Trump ha espresso interesse per la Groenlandia, definendola una "necessità assoluta" per gli Stati Uniti. L'isola, la più grande del mondo, si trova tra l'Oceano Atlantico e l'Artico e, sebbene finanziariamente e politicamente parte della Danimarca, è geograficamente parte del Nord America. La Groenlandia abbonda di risorse naturali come oro, argento, rame e uranio, rendendola un obiettivo strategico per il presidente eletto.
Il primo ministro della Groenlandia, Mute Egede, ha prontamente risposto alle dichiarazioni di Trump, affermando che l'isola non è in vendita e non lo sarà mai. Nonostante ciò, Trump continua a sostenere che il possesso e il controllo della Groenlandia siano fondamentali per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e per la libertà nel mondo.
Inoltre, Trump ha suggerito che trasformare il Canada nel 51° Stato degli Stati Uniti sarebbe un'ottima idea, alimentando ulteriormente le polemiche.




