Terremoto nel trapanese con epicentro a nord-ovest delle isole Egadi, magnitudo 3.2

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una scossa di terremoto è stata registrata nel pomeriggio di domenica 1 marzo 2026 nel Trapanese, un evento che, per quanto di moderata intensità, ha richiamato l'attenzione sulla costante attività sismica che caratterizza l'area del Mediterraneo centrale. Secondo quanto rilevato dai sismografi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), l’evento sismico si è verificato alle 13:46 circa, con una magnitudo stimata intorno a 3.2 sulla scala Richter, sebbene alcune rilevazioni preliminari avessero inizialmente oscillato tra 2.8 e 3.3 in attesa di una calibrazione più precisa dei dati strumentali.

L’epicentro è stato localizzato nel Mar Tirreno meridionale, nei pressi dell’arcipelago delle Egadi, a nord-ovest dell’isola di Favignana e piuttosto vicino a Marettimo, l'isola dell'arcipelago situata più a ovest, davanti alle coste della provincia di Trapani; l'ipocentro, ovvero il punto di origine della frattura rocciosa nelle profondità della crosta terrestre, è stato calcolato a una profondità di circa 24 chilometri, un dato, quest'ultimo, che colloca il sisma nella categoria dei terremoti con ipocentro relativamente profondo per gli standard dell'area.

Un evento sismico classificato come "molto leggero" secondo i parametri della scala Richter

Un evento sismico di magnitudo 3.2, secondo la classificazione della scala Richter, rientra nella categoria dei terremoti definiti "molto leggeri", ovvero quei fenomeni che vengono spesso avvertiti dalla popolazione, specialmente ai piani alti degli edifici o da persone che si trovano in condizioni di particolare silenzio e staticità, ma che, per loro natura e sulla base della loro energia sprigionata, generalmente non causano danni strutturali alle costruzioni; la profondità dell'ipocentro, inoltre, contribuisce ad attenuare gli effetti al suolo, disperdendo l'energia sismica in uno strato roccioso più ampio.

La scossa, nonostante la sua magnitudo contenuta, sarebbe stata distintamente avvertita in alcuni comuni della provincia di Trapani, in particolare lungo la fascia costiera e nelle zone più vicine all'arcipelago, suscitando momentanea apprensione tra i residenti che hanno percepito il caratteristico tremore del terreno; non si registrano, al momento, segnalazioni di danni a persone o cose, né vi sono state ripercussioni sulla viabilità o sulle normali attività quotidiane della domenica pomeriggio.

La localizzazione precisa nel Mar Tirreno meridionale e le attività di monitoraggio

La zona interessata dal fenomeno tellurico, compresa tra la costa occidentale della Sicilia e le isole Egadi, è notoriamente soggetta a una certa attività sismica, data la complessa tettonica a placche che caratterizza il fondo del Mar Tirreno, dove i movimenti della microplacca adriatica e quella africana generano spesso rilasci di energia di moderata entità; i sismografi dell'INGV continuano a monitorare la situazione, analizzando le eventuali repliche che potrebbero seguire la scossa principale, un'attività, quella di sorveglianza, che procede ininterrottamente attraverso la rete di rilevamento sismico nazionale.

La localizzazione precisa dell'epicentro, a nord-ovest di Favignana e quindi in un tratto di mare compreso tra l'isola stessa e Marettimo, fornisce ai geologi e ai sismologi dati utili per comprendere le dinamiche profonde di quest'area, permettendo loro di aggiornare costantemente le mappe di pericolosità sismica e di approfondire la conoscenza delle strutture geologiche sommerse.

La rilevazione dei dati da parte dell'INGV e le operazioni di supporto informativo

L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, come suo compito istituzionale, ha provveduto a diffondere i parametri del sisma attraverso i propri canali ufficiali, fornendo alla Protezione Civile e alle autorità locali i dati necessari per eventuali valutazioni del caso; parallelamente, piattaforme specializzate nel monitoraggio meteorologico e ambientale, come iLMeteo.it, incrociano costantemente questi dati sismici con le previsioni meteo per i comuni vicini all'epicentro, un'attività che, per quanto indiretta, mira a supportare per quanto possibile le operazioni di aiuto fornendo un quadro completo delle condizioni ambientali in cui potrebbero eventualmente operare i soccorsi, qualora se ne presentasse la necessità.

La magnitudo definitiva di 3.2, con una profondità di 23.6 chilometri, è stata ufficializzata dopo le consuete verifiche incrociate dei dati registrati dalle diverse stazioni sismiche della rete, confermando la natura leggera ma chiaramente avvertibile dell'evento tellurico che ha interessato le acque antistanti il capoluogo trapanese in questa prima domenica di marzo.

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