Google e Amazon puntano sul nucleare con i reattori modulari
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Google ha recentemente siglato un accordo con la startup americana Kairos Power per la costruzione di fino a sette piccoli reattori di nuova generazione, noti come "small modular reactors" (SMR), per un totale di 500 megawatt. Secondo il contratto, il primo SMR Kairos entrerà in funzione entro il 2030, mentre gli altri reattori saranno operativi entro il 2035. Questa iniziativa rappresenta un passo significativo per Google, che mira a soddisfare la crescente domanda di energia delle sue infrastrutture cloud e di intelligenza artificiale.
Parallelamente, Amazon ha firmato tre accordi per supportare lo sviluppo di progetti di energia nucleare, tra cui la costruzione di diversi nuovi reattori modulari di piccole dimensioni. Gli SMR, un tipo avanzato di reattore nucleare con un ingombro fisico ridotto, consentono di essere costruiti più vicino alla rete, offrendo vantaggi in termini di efficienza e sicurezza. Dominion Energy, colosso statunitense dell'e-commerce, è uno dei partner chiave di Amazon in questa iniziativa.
Il ritorno al nucleare, in particolare attraverso l'adozione degli SMR, è un tema di grande attualità, soprattutto in Italia, dove il Governo e il Ministro Pichetto Fratin sembrano favorevoli a includere queste tecnologie nel mix energetico per affrontare la transizione ecologica dei prossimi anni. Gli SMR, reattori di nuova generazione, miniaturizzati e modulari, sono considerati estremamente sicuri, almeno sulla carta, e hanno ricevuto un endorsement significativo dai giganti del web.
Nel frattempo, Wall Street ha chiuso in rialzo, con il Dow Jones che ha guadagnato lo 0,8%, l'S&P500 lo 0,5% e il Nasdaq lo 0,3%. Morgan Stanley ha registrato un aumento del 6,5% grazie a risultati trimestrali superiori alle attese, con un utile per azione di 1,88 dollari rispetto agli 1,38 dollari dello stesso periodo dell'anno precedente e a proiezioni di 1,58 dollari.




