Piracy Shield, la nuova legge anti-pirateria in Italia

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Con l'inizio della nuova stagione calcistica, torna alla ribalta il dibattito sul Piracy Shield, la piattaforma anti "pezzotto" progettata per bloccare i siti che trasmettono illegalmente contenuti sportivi protetti dal copyright. Nonostante le buone intenzioni, la piattaforma ha incontrato numerosi ostacoli, tanto che Google ha dichiarato che le ultime disposizioni in Italia sono impossibili da mettere in pratica e, addirittura, controproducenti.

Dopo l'approvazione del Senato, anche la Camera ha dato il via libera agli emendamenti che modificano l'impianto del Piracy Shield. Nel testo dell'ultimo decreto Omnibus, si fa riferimento alla possibilità di colpire gli indirizzi IP di siti e portali che non hanno nulla a che vedere con la pirateria audio-visiva legata al mondo del calcio. Questa stretta anti-pezzotto, volta a impedire l'uso di decoder illegali che consentono l'accesso gratuito a contenuti pay-tv come serie televisive e partite di calcio, mette a rischio la rete stessa.

Gli emendamenti alla legge antipirateria del 14 luglio 2023, inseriti nel decreto Omnibus, prevedono multe automatiche agli utenti e il carcere per gli operatori delle telecomunicazioni che, informati degli illeciti, non si attivino immediatamente per comunicare le violazioni alle autorità. La legge anti-pezzotto, introdotta appena un anno fa, ha suscitato critiche da parte di Google, che ha sottolineato come il rischio sia quello di ingolfare la macchina della giustizia senza riuscire a incidere nella lotta contro la pirateria.

Il manager di Google ha evidenziato che la nuova legge potrebbe portare a un sovraccarico del sistema giudiziario, senza ottenere risultati concreti nella lotta alla pirateria. La piattaforma nazionale Piracy Shield, che dovrebbe bloccare in automatico in 30 minuti lo streaming pirata di partite di calcio, è al centro di un acceso dibattito.

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