Spari a Prima Porta, la vittima: «Era una rapina». Caccia ai due fuggitivi
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Redazione Interno
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Non è stato un semplice pomeriggio di ordinaria amministrazione, quello di ieri, per i residenti del quadrante nord di Roma. La quiete di via Valle Muricana, zona periferica a cavallo tra Labaro e Prima Porta, è stata squarciata intorno alle 17:30 da due colpi di pistola, esplosi a pochi passi dall’ingresso dell’ufficio postale. Un uomo, la cui identità non è stata resa nota, è rimasto ferito a un polpaccio – o, secondo le prime sommarie informazioni, di striscio – mentre si accingeva a salire sul proprio scooter, in quella che gli inquirenti, almeno in questa fase, ipotizzano essere la dinamica di una tentata rapina finita nel sangue.
La dinamica della tentata aggressione
Secondo la ricostruzione fornita dalla vittima stessa ai poliziotti intervenuti sul posto, l’aggressione è maturata in pochi istanti. L’uomo sarebbe stato avvicinato da due soggetti, i quali, forse dopo averne monitorato gli spostamenti mentre usciva dall’ufficio postale, avrebbero tentato di sottrargli lo scooter. Ne è nata una colluttazione, o quantomeno una reazione, che ha spinto i malviventi a fare fuoco. Due i colpi esplosi: uno ha raggiunto la vittima, l’altro è finito presumibilmente a vuoto, seminando il panico tra i pochi passanti presenti in quella fascia oraria, solitamente ancora frequentata da residenti e avventori della zona.
Soccorsi e indagini in corso
Immediata la chiamata al 118, così come l’intervento delle pattuglie della Polizia di Stato e della Scientifica, che hanno setacciato l’asfalto alla ricerca di bossoli e tracce utili alle indagini. I sanitari hanno stabilizzato il ferito, trasportandolo in codice giallo in un nosocomio della Capitale; la prognosi, al momento, non desta preoccupazione per il pericolo di vita, vista la natura superficiale della ferita – o la localizzazione al polpaccio – che ha comunque richiesto la medicazione e i successivi accertamenti. Sul posto, gli investigatori hanno ascoltato i pochi testimoni, mentre i due aggressori sono riusciti a dileguarsi a piedi o forse a bordo di un veicolo, facendo perdere le proprie tracce nel dedalo di strade della periferia nord.
La versione della vittima e le verifiche degli inquirenti
La pista principale, al momento, rimane quella della rapina: il racconto del ferito è chiaro in tal senso, parlando di un tentativo di furto dello scooter degenerato in violenza. Gli agenti, tuttavia, non si stanno limitando a prendere per buona questa versione, valutando scrupolosamente ogni dettaglio e incrociando i tabulati telefonici con le immagini delle eventuali telecamere di videosorveglianza presenti nella zona, per capire se l’agguato fosse premeditato o se si sia trattato di un’occasione colta al volo dai due malviventi. La Scientifica sta analizzando anche il mezzo della vittima, sequestrato per i rilievi, nella speranza di trovare impronte digitali o tracce biologiche che possano ricondurre ai responsabili.




