Morto a 38 anni Naveen Cassera, il comico bergamasco che aveva vinto Bravograzie

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   È morto giovedì 13 agosto, all'età di 38 anni, il comico bergamasco Naveen Cassera. La notizia della scomparsa, che ha colpito il mondo della comicità italiana, è stata resa nota nelle ore successive e ha subito fatto il giro dei social, dove sono comparsi numerosi messaggi di cordoglio da parte di colleghi e amici. Le cause del decesso, avvenuto nella sua abitazione a Fiorano al Serio, in provincia di Bergamo, non sono state ufficialmente rese note; alcune fonti di stampa hanno parlato di un gesto estremo, ma al momento non ci sono conferme in merito e le indagini restano riservate.

Dall'India alla Val Seriana

Naveen Cassera era nato in India, ma la sua storia si era intrecciata con quella della bergamasca quando, a soli nove mesi, era stato adottato da una coppia della zona. Cresciuto in Val Seriana, precisamente a Fiorano al Serio, aveva costruito lì la sua vita e la sua famiglia, diventando padre di due figli ormai adolescenti.

Prima di dedicarsi completamente alla carriera artistica, che lo avrebbe portato sui palchi di tutta Italia, aveva svolto i lavori più disparati: dopo alcune stagioni come animatore turistico, aveva scelto una professione più stabile, lavorando prima in una ferramenta e poi come responsabile acquisti in un'azienda di Cologno al Serio specializzata nel trattamento delle acque.

La svolta artistica e i primi successi

La passione per il palcoscenico non l'aveva mai abbandonato, e nel 2024 aveva deciso di fare il grande passo iscrivendosi all'Accademia del Comico di Milano, un corso triennale per affinare scrittura, presenza scenica e tempi comici. Da quel momento, la sua vita si era divisa in due: durante la settimana il lavoro in ufficio, mentre i fine settimana erano interamente dedicati ai locali, ai laboratori e ai concorsi di cabaret.

L'obiettivo dichiarato era quello di arrivare in televisione, e in particolare sul palco di Zelig, tanto che aveva iniziato a frequentare anche i laboratori di Area Zelig a Milano. I sacrifici avevano cominciato a dare i loro frutti nella primavera del 2026, quando Cassera si era aggiudicato il Premio Nebbia città di Milano, una rassegna dedicata alla comicità nazionale.

La vittoria a Bravograzie

Il riconoscimento più importante, quello che sembrava poter rappresentare il vero trampolino di lancio verso la carriera televisiva, era arrivato il 17 luglio a Valpelline, in Valle d'Aosta. In quella serata, Naveen Cassera aveva vinto la finale di Bravograzie, lo storico concorso nazionale per comici nato nel 1991 e spesso definito come la "Champions League della comicità" italiana.

La sua esibizione, che gli valse il primo premio davanti a concorrenti come Alessia De Pasquale, Gianpiero Sterpi, Massimo De Rosa e Cristiana Maffucci, era basata su un meccanico collaudato ma sempre efficace.

Cassera si presentava sul palco indossando una tunica indiana e fingendo di avere difficoltà con la lingua italiana, per poi ribaltare completamente le aspettative del pubblico: la sua unica divinità era l'Atalanta e, tolto il mantello, sotto compariva una maglietta con la scritta "pota", l'intercalare più famoso del dialetto bergamasco.

Una comicità, la sua, che giocava sugli stereotipi legati alle origini e all'aspetto fisico, trasformando il pregiudizio in materia prima per sketch di grande autoironia e dai tempi comici perfetti. Un dolore interiore, che secondo alcune testimonianze si nascondeva dietro quel sorriso, avrebbe però avuto il sopravvento solo poche settimane dopo quel trionfo. I funerali di Naveen Cassera saranno celebrati lunedì 17 agosto alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di Fiorano al Serio.

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