Infezioni sessualmente trasmesse in aumento in Italia: l'Iss registra quasi 8.000 casi nel 2024

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Le infezioni sessualmente trasmesse, quelle che spesso non danno sintomi e per questo risultano particolarmente insidiose, stanno tornando a rappresentare una delle principali sfide per la salute pubblica in Italia. A lanciare l'allarme sono gli ultimi dati raccolti dalla Sorveglianza Sentinella dell'Istituto Superiore di Sanità, che dipingono un quadro in chiaro peggioramento: nel corso del 2024 le segnalazioni hanno sfiorato quota 8.000, attestandosi precisamente a 7.797 nuovi casi, con un incremento del 12% rispetto al 2023.

Un dato che preoccupa, se si considera che l'anno precedente aveva già fatto registrare un aumento del 16,1% sul 2021, confermando una tendenza al rialzo costante e inarrestabile.

Il picco di clamidia e gonorrea

L'analisi dell'Iss, basata sui report dei centri clinici specializzati e dei laboratori di microbiologia clinica che aderiscono al sistema di sorveglianza, evidenzia un vero e proprio picco per due infezioni in particolare: la clamidia e la gonorrea. La prima, spesso asintomatica soprattutto nella popolazione femminile, rappresenta una delle cause più frequenti di malattia infiammatoria pelvica e infertilità, mentre la seconda, nota anche come blenorragia, ha visto i suoi numeri quintuplicarsi nell'arco di quindici anni, passando dai livelli del 2010 a quelli registrati nel 2024.

Si tratta di un balzo impressionante che testimonia come il fenomeno non sia circoscritto a specifiche fasce demografiche, ma coinvolga in maniera trasversale la popolazione giovane, tradizionalmente considerata la più esposta a causa di comportamenti a rischio e di una sottovalutazione delle misure di prevenzione.

Un problema di sanità pubblica

La crescita costante delle diagnosi, che prosegue ormai da diversi anni senza mostrare segni di inversione di tendenza, impone una riflessione approfondita sulle strategie di prevenzione e di informazione messe in campo nel nostro paese. Le infezioni sessualmente trasmesse, se non diagnosticate tempestivamente, possono provocare complicanze serie e durature, come danni agli organi riproduttivi, gravidanze ectopiche e una maggiore suscettibilità alla trasmissione dell'Hiv.

L'Istituto Superiore di Sanità sottolinea come l'aumento delle segnalazioni sia da mettere in relazione non solo a una maggiore incidenza reale delle infezioni, ma anche a una più efficiente capacità di diagnosi e a una crescente attenzione da parte dei medici di base e dei centri specializzati. Tuttavia, la portata dei numeri è tale da far propendere per un'effettiva diffusione del fenomeno, che richiede un intervento coordinato a livello nazionale.

I dati della sorveglianza sentinella

Il sistema di sorveglianza coordinato dall'Iss raccoglie le informazioni provenienti da due reti distinte: quella dei centri clinici, dove vengono seguiti i pazienti con diagnosi di infezione, e quella dei laboratori di microbiologia, che confermano i casi attraverso esami specifici. Questo doppio canale consente di avere un quadro epidemiologico dettagliato e affidabile, sebbene si tratti di una sorveglianza sentinella che non copre l'intero territorio nazionale, ma fornisce stime rappresentative della situazione complessiva.

Il rapporto aggiornato al 31 dicembre 2024 evidenzia come le fasce di età più colpite siano quelle comprese tra i 15 e i 24 anni e tra i 25 e i 34 anni, a conferma del fatto che i giovani rappresentano il bersaglio principale di queste patologie. Un dato, quest'ultimo, che dovrebbe indurre a potenziare i programmi di educazione sessuale nelle scuole e a promuovere campagne di sensibilizzazione mirate, utilizzando anche i canali digitali più frequentati dalle nuove generazioni.

L'importanza della prevenzione e della diagnosi precoce

Di fronte a questo scenario, gli esperti dell'Istituto Superiore di Sanità ribadiscono l'importanza cruciale della prevenzione primaria, che passa attraverso l'uso corretto e costante del preservativo, e della diagnosi precoce, che consente di intercettare le infezioni prima che provochino danni irreversibili. Molte di queste infezioni, come la clamidia e la gonorrea, sono curabili con semplici cicli di antibiotici, ma il problema è che spesso non danno sintomi evidenti, specialmente nelle donne, e quindi vengono trasmesse inconsapevolmente ai partner.

La disponibilità di test rapidi e la diffusione di informazioni chiare e non stigmatizzanti sono strumenti fondamentali per invertire la rotta. L'Iss, attraverso i suoi canali ufficiali, sta promuovendo una maggiore consapevolezza sul tema, invitando chi ha avuto rapporti sessuali non protetti a sottoporsi a controlli periodici, anche in assenza di disturbi, per arginare quella che ormai può essere definita una vera e propria epidemia silenziosa.

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