Influenza, l'Iss segnala casi in crescita: oltre due milioni di infezioni dall'inizio della stagione

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Redazione Salute Redazione Salute   -   I casi di influenza, che dall’inizio della stagione hanno già superato i 2,1 milioni, mostrano un’impennata preoccupante, con quasi 450mila nuovi contagi registrati nella sola settimana tra il 10 e il 16 novembre. È questo il quadro, delineato dall’ultimo bollettino RespiVirNet dell’Istituto superiore di sanità, a confermare una circolazione virale in netto anticipo e in crescita rispetto allo scorso anno. Il tasso di positività, come si evince dal report, è in aumento, sebbene l’incidenza complessiva delle sindromi respiratorie acute si mantenga stabile, attestandosi a 7,91 casi per mille assistiti.

L'allarme degli infettivologi e la situazione europea

La dinamica, che non risparmia il continente europeo, ha spinto il professor Matteo Bassetti, direttore del dipartimento interaziendale regionale delle malattie infettive, a lanciare un appello affinché ci si vaccini senza ulteriori rinvii. “Duecentomila vaccini in tre settimane non bastano”, ha dichiarato durante una trasmissione, sottolineando come il picco influenzale anticipato rischi di generare un sovraccarico per i reparti ospedalieri già prima della fine dell’anno. Un monte, il suo, che riecheggia le valutazioni del centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

I più colpiti sono i bambini piccoli

A fare le spese di questa ondata, come di consueto, sono soprattutto i bambini nella fascia di età tra zero e quattro anni, i quali presentano un’incidenza stimata di circa 25,7 casi per mille assistiti. Mentre l’intensità della trasmissione viene classificata come bassa o basale in tutte le regioni, i dati confermano una vulnerabilità particolare tra i più piccoli, i cui sistemi immunitari sono messi a dura prova dalla virulenza dei ceppi in circolazione.

Il caso Lombardia e i virus intestinali

In Lombardia, dove la situazione viene descritta come peggiore rispetto allo stesso periodo del ciclo stagionale precedente, l’effetto combinato del brusco calo termico e della diffusione dei patogeni si manifesta con evidenza nelle scuole. Asili nido e scuole dell’infanzia, in particolare, registrano un numero elevato di assenze, non solo a causa delle infezioni respiratorie ma anche per un’anomala proliferazione di virus intestinali, i quali contribuiscono a rendere più complesso il quadro sanitario generale.

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