La lotta contro il ponte sullo Stretto di Messina si intensifica
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Redazione Interno
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La resistenza contro la costruzione del ponte sullo Stretto di Messina continua a crescere, nonostante le recenti modifiche legislative che mirano a scoraggiare le proteste. Il comitato Noponte Capo Peloro, guidato da Mariella Valbruzzi e Daniele Ialacqua, sottolinea che la lotta sta assumendo una dimensione sempre più nazionale.
Il contesto
La questione degli espropri non ha cambiato lo scenario della lotta contro il ponte. Nonostante una piccola parte di espropriandi sia stata rimossa dall'elenco, per la maggioranza la situazione rimane invariata.
Le nuove leggi
Recentemente, un emendamento al "pacchetto sicurezza" è stato approvato, che potrebbe portare a pene detentive di oltre 25 anni per chi protesta in modo "acceso" contro le grandi opere come il ponte sullo Stretto di Messina. Questo emendamento è stato firmato dal deputato leghista Igor.
La reazione della Rete No Ponte
La Rete No Ponte non si è lasciata intimidire da queste nuove leggi. Hanno annunciato una manifestazione per il 10 agosto, con raduno a Piazza Cairoli a Messina alle 18. Gino Sturniolo, storico organizzatore delle proteste contro il Ponte di Messina, ha risposto in questo modo all'emendamento.
Le modifiche al ddl sicurezza
Con le modifiche al ddl sicurezza, la Lega ha ottenuto due vittorie. Prima di tutto, pene più severe per i "No Ponte" e i "No Tav". In secondo luogo, un raddoppio dell'assistenza legale per le forze dell'ordine che vengono accusate di reati "inerenti al servizio". Queste modifiche sono state approvate in un paio d'ore di seduta delle commissioni congiunte Affari costituzionali e giustizia.




