Il giallo di Trebisacce, Ornella Forastefano uccisa e abbandonata in ospedale: fermato il compagno Elvis Metvelaj
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Redazione Interno
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La notte tra sabato 15 e domenica 16 agosto ha scosso la comunità del cosentino e non solo, con il ritrovamento del corpo di Ornella Forastefano, una donna di 46 anni, riverso in fin di vita davanti all'ingresso del pronto soccorso dell'ospedale di Trebisacce. I medici, accortisi della sua presenza intorno alle tre del mattino, hanno subito tentato di rianimarla ma le gravi lesioni e i politraumi riportati, che lasciavano intendere un pestaggio brutale e violento, non le hanno lasciato scampo.
Le autorità, immediatamente allertate, hanno concentrato le loro attenzioni sul compagno della donna, un cittadino albanese di 42 anni di nome Elvis Metvelaj, che è stato rintracciato poche ore più tardi mentre tentava di imbarcarsi dal porto di Bari, probabilmente con l'intenzione di fare ritorno nel suo paese d'origine.
L'uomo, che secondo le prime ricostruzioni dei fatti conviveva con la vittima da circa un mese anche se la loro relazione andava avanti da qualche tempo, è stato sottoposto a fermo di polizia giudiziaria e si trova ora nel carcere del capoluogo pugliese a disposizione dell'autorità giudiziaria.
Il profilo della vittima e la famiglia Forastefano
Ornella Forastefano, originaria di Cassano allo Ionio e residente ad Amendolara secondo alcune fonti, era una figura nota nel piccolo centro di Trebisacce dove gestiva un bar insieme ai suoi due figli. La sua storia familiare, tuttavia, è segnata da un passato doloroso e complesso che la lega a vicende giudiziarie di rilievo: era infatti figlia di Antonio Forastefano, ucciso nel luglio del 1999 a Marina di Sibari, e la sua famiglia è stata nel corso degli anni al centro di diverse indagini antimafia coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro.
Sebbene questa circostanza sia emersa nelle prime ricostruzioni della sua biografia, gli inquirenti hanno subito precisato che, al momento, non vi sarebbero elementi per ritenere che l'omicidio della donna sia collegato a questi contesti criminali, mantenendo invece il movente passionale o legato a un conflitto all'interno della coppia come pista più battuta.
La posizione di Elvis Metvelaj e le indagini in corso
Elvis Metvelaj, nato in Albania nel 1984 e residente da anni in Calabria, non era un volto nuovo per le forze dell'ordine, avendo un precedente per reati in materia di sostanze stupefacenti e risultando coinvolto in passato in operazioni antidroga, come l'inchiesta Skhodar del 2008. La sua fuga verso Bari e il tentativo di imbarcarsi hanno accelerato le indagini, portando al fermo che ora dovrà essere convalidato dalla magistratura pugliese prima che il procedimento venga eventualmente trasferito alla Procura di Castrovillari, che coordina le indagini sul delitto.
Le forze dell'ordine stanno ora lavorando per ricostruire con esattezza gli ultimi istanti di vita di Ornella, con l'obiettivo di chiarire il luogo esatto in cui è stata aggredita e uccisa, dal momento che non è ancora certo se il pestaggio sia avvenuto nei pressi dell'ospedale o se il corpo sia stato trasportato lì successivamente, e stanno passando al setaccio le telecamere di videosorveglianza della zona.
Le reazioni e gli sviluppi giudiziari
La tragica fine di Ornella Forastefano ha suscitato sgomento e cordoglio nella comunità locale, con il comune di Trebisacce che ha espresso ufficialmente il proprio dolore e la vicinanza ai figli della vittima, in attesa che le indagini facciano piena luce sulla vicenda. L'amministrazione di Amendolara, invece, ha sentito il dovere di precisare che la donna non risultava ufficialmente residente nel proprio territorio, un intervento che ha sollevato qualche polemica per la sua tempistica.
Sul piano processuale, il fermo di Metvelaj rappresenta il primo e fondamentale tassello di un'inchiesta che dovrà ora chiarire il movente e le responsabilità precise dell'uomo; la Procura di Castrovillari ha già disposto l'autopsia sul corpo della donna, che verrà effettuata presso l'Azienda Ospedaliero-Universitaria di Catanzaro, per stabilire con certezza le cause del decesso e la dinamica precisa dei colpi che le sono stati inferti.
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