Curtis sfiora la finale nei 50 sl, Quadarella consolida il suo status
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Redazione Sport
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Singapore, 2 agosto 2025 – La penultima giornata dei Mondiali di nuoto ha regalato emozioni contrastanti per gli azzurri, tra delusioni amare e conferme di valore. Mentre il pubblico della World Aquatics Championships Arena assisteva a prestazioni di altissimo livello, il bilancio per l’Italia si è rivelato un mix di luci e ombre, con Sara Curtis protagonista – suo malgrado – di una delle pagine più amare.
La diciottenne saviglianese, reduce dal record italiano stabilito in mattinata con un 24"41 nei 50 stile libero, non è riuscita a ripetersi in semifinale. Un ritardo nel respiro, come ha ammesso lei stessa, l’ha condannata a un quinto posto in 24"48, a soli tre centesimi dal traguardo che avrebbe significato l’accesso alla finale. «Ho creduto fino all’ultimo di farcela», ha commentato Curtis, la cui prestazione, seppur onorevole, non ha soddisfatto le aspettative. Allenata da Thomas Maggiora e tesserata per Esercito e CS Roero, la nuotatrice poteva ambire a più di un piazzamento da primadonna tra le escluse.
Diverso il discorso per Simona Quadarella, che ha evitato sorprese negative confermandosi punto fermo del nuoto italiano. La sua gara, seppur non esaltante come quelle che l’hanno resa celebre, è stata sufficiente per mantenere alto il prestigio della squadra azzurra.
Nella 4×100 sl mista, invece, il rimpianto è stato tangibile. Un cambio non perfetto e qualche decimo perso in fase di virata hanno impedito all’Italia di lottare per un posto sul podio, lasciando spazio a rivali più precise. Un dettaglio che, in una competizione così serrata, può fare la differenza tra la gloria e l’anonimato.
Intanto, a Singapore si è scritta un’altra pagina di quella che, nello sport, viene spesso definita la «legge dei centesimi». Emma Virginia Menicucci, come Curtis, è rimasta vittima di un verdetto cronometrico spietato, a dimostrazione di quanto il nuoto, disciplina di sacrificio e millesimi, sappia essere implacabile.




