Nel caos delle panchine, il made in Italy resiste e vince
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Redazione Sport
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Mentre il calcio italiano naviga in un mare di incertezze, con squadre che cambiano guida tecnica a ritmi frenetici, una verità emerge con forza: il made in Italy in panchina continua a dare risultati. Non si tratta solo di un fenomeno legato ai grandi nomi del lusso calcistico, ma di una tendenza che trova conferma nei fatti. Antonio Conte, riportando il Napoli dalla zona centrale della classifica alla conquista dello Scudetto, e Simone Inzaghi, capace di condurre l’Inter in finale di Champions per la seconda volta, sono solo gli esempi più eclatanti di una scuola che, nonostante tutto, funziona.
Se Conte ha dimostrato che con lui la vittoria è quasi scontata, la parabola del Napoli – passato dal trionfo con Spalletti al disastroso intermezzo di Garcia – è diventata un caso da manuale. Una lezione che, in un campionato sempre più volatile, sembra destinata a essere ricordata a lungo. Intanto, per la stagione 2025-2026, il mosaico delle panchine inizia a delinearsi, tra conferme, ritorni e colpi di scena.
Conte e il Napoli proseguono insieme, mentre il Milan, sotto la nuova gestione di Tare, ha scelto di puntare su Allegri per tentare un rilancio. Inzaghi, dal canto suo, attende la finale di Champions con l’Inter, mentre Gasperini – dopo nove anni all’Atalanta – sembra avvicinarsi alla Roma. La Juventus, invece, valuta ancora Tudor, ma non esclude sorprese. E poi c’è Sarri, pronto a un ritorno clamoroso, anche se ancora tutto da definire.
Tra le altre squadre, il Bologna ha confermato Italiano fino al 2027, mentre il Cagliari potrebbe continuare con Nicola. Ma è la Fiorentina, insieme ad Atalanta e Juventus, a trovarsi nel mezzo del caos più imprevedibile. Fino a pochi giorni fa, i viola sembravano estranei al toto-panchine, ma le dimissioni inaspettate di Palladino hanno ribaltato la situazione. Ora tutto dipenderà dagli incroci di un mercato degli allenatori che, quest’anno, si presenta più confuso che mai.




