Omicidio Alessio Borelli, fermato un 39enne per la morte a Corsico
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Redazione Interno
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L’omicidio Alessio Borelli ha portato a una svolta nelle indagini con il fermo di un 39enne accusato della morte del 41enne trovato senza vita nel suo appartamento a Corsico, nell’hinterland milanese. Il provvedimento è stato eseguito dai militari del Nucleo Investigativo di Milano e della Compagnia di Corsico dopo gli accertamenti svolti sul caso. Secondo gli investigatori, Borelli sarebbe stato ucciso al culmine di una lite all’interno della sua abitazione, dove il corpo è stato rinvenuto dopo l’allarme lanciato dai vicini.
La svolta nelle indagini sulla morte di Alessio Borelli
Il fermo riguarda un cittadino di origini egiziane di 39 anni, senza fissa dimora e irregolare sul territorio nazionale, nei cui confronti è stato emesso un decreto di fermo di indiziato di delitto dalla Procura della Repubblica presso il tribunale di Milano. L’uomo, che risulta gravato da precedenti di polizia, è stato rintracciato nei pressi del Palasharp. L’ipotesi contestata è quella di omicidio pluriaggravato, con gli investigatori che hanno raccolto elementi ritenuti decisivi per ricostruire quanto accaduto nell’appartamento di Corsico.
Tra gli elementi acquisiti durante le indagini sull’omicidio di Alessio Borelli ci sarebbero le impronte rilevate sul sangue e il Dna trovato sui due coltelli da cucina utilizzati durante l’aggressione. Gli accertamenti condotti dai carabinieri della Compagnia di Corsico e del Nucleo Investigativo di via della Moscova sono stati svolti su delega della Procura. Il fermo è arrivato dopo l’analisi degli elementi raccolti nell’ambito dell’inchiesta sulla morte del 41enne, trovato con diverse ferite da arma da taglio.
Il ritrovamento del corpo nell’appartamento di Corsico
Alessio Borelli era stato trovato morto nel pomeriggio dell’11 luglio nel suo appartamento situato in una zona residenziale di Corsico, in provincia di Milano. Il ritrovamento del corpo era avvenuto alcuni giorni dopo la morte, quando i vigili del fuoco erano intervenuti dopo la segnalazione dei vicini di casa. A far scattare l’allarme era stato un odore proveniente dall’interno dell’abitazione, che aveva insospettito le persone residenti nella zona.
La ricostruzione degli investigatori si concentra sui momenti precedenti alla morte del 41enne e sul rapporto tra la vittima e la persona fermata. Secondo quanto emerso dalle indagini, il presunto responsabile e Borelli avrebbero avuto una relazione affettiva. Il fermo è stato disposto anche in relazione all’aggravante legata alla relazione e all’abuso di ospitalità, elementi valutati nell’ambito dell’accusa formulata dalla Procura.
Gli accertamenti dei carabinieri dopo il delitto
Le attività investigative sono state condotte dai carabinieri impegnati nella ricostruzione dell’omicidio avvenuto nell’abitazione di Corsico. Il provvedimento eseguito nella mattinata dai militari ha segnato un passaggio centrale nell’inchiesta sulla morte di Alessio Borelli, dopo la raccolta di tracce e riscontri tecnici. Gli investigatori hanno concentrato gli accertamenti sugli elementi trovati nella casa e sulle circostanze che hanno preceduto l’aggressione con i coltelli da cucina.
Il caso resta legato agli sviluppi dell’indagine avviata dopo il ritrovamento del 41enne senza vita nell’appartamento dell’hinterland milanese. Il fermo del 39enne rappresenta il risultato delle verifiche svolte dai reparti dell’Arma coinvolti nell’inchiesta, mentre gli elementi raccolti, tra cui le tracce biologiche e le impronte individuate nell’abitazione, sono stati inseriti nel quadro investigativo relativo all’omicidio di Corsico.
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