Omicidio Alessio Borelli, l’aggressione ai City Angels trenta ore prima del delitto

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Redazione Interno Redazione Interno   -   L’omicidio di Alessio Borelli è preceduto da un episodio avvenuto circa trenta ore prima nello stesso contesto territoriale, quando quattro volontari dei City Angels hanno chiesto l’intervento del 112 dopo essere stati aggrediti da un uomo armato di coltello. L’allarme viene lanciato nella serata di lunedì 6 luglio, intorno alle 22.48, mentre tre ragazze e un ragazzo stanno distribuendo assistenza ad alcuni clochard nel parchetto di via Tommaso Pini, a Corsico. I volontari raccontano ai soccorritori di essere stati minacciati da un uomo che impugnava un coltello e che avrebbe urlato “Allah Akbar”, costringendoli ad allontanarsi e ad attendere l’arrivo delle forze dell’ordine.

Dall’aggressione ai volontari alla ricostruzione dell’indagine

Secondo la ricostruzione riportata, l’uomo che compare nel parchetto ha il volto nascosto da una camicia blu arrotolata fino a coprire gran parte del viso, lasciando visibili soltanto gli occhi. Nella mano destra impugna un coltello e, mentre si avvicina ai presenti, pronuncia anche le parole “Allah Akbar, go away”. I City Angels interrompono immediatamente l’attività di assistenza e si mettono in sicurezza, contattando il numero di emergenza. L’episodio assume rilievo nell’ambito delle indagini perché viene collocato temporalmente poco più di trenta ore prima dell’omicidio di Alessio Borelli.

Nel frattempo emerge anche il nome dell’uomo fermato per il delitto, identificato come Ahmed Abdelghani, indicato inoltre con altri alias presenti nelle banche dati delle forze dell’ordine. Tra gli elementi riportati compare anche una sua dichiarazione, secondo la quale il movente sarebbe legato all’esistenza di un video intimo che avrebbe reso riconoscibile la loro relazione. La ricostruzione evidenzia inoltre che, poco prima dell’omicidio, Alessio Borelli avrebbe effettuato una chiamata al 112 e che il cellulare gli sarebbe stato sottratto dall’aggressore.

Le testimonianze nelle ore che precedono il delitto

La mattina di mercoledì 8 luglio, intorno alle 9.30, alcuni residenti di un palazzo di via Parini 11, a Corsico, sentono delle urla provenire dall’ottavo piano. Una donna che si affaccia dal balcone del condominio di fronte riferisce successivamente ai carabinieri di aver visto quella che le è sembrata una donna con un velo islamico mentre veniva afferrata per il collo da un uomo. Per gli investigatori, secondo quanto riportato, quei momenti coincidono con gli istanti immediatamente precedenti all’omicidio di Alessio Borelli, quarantenne originario di Treviglio e dipendente di un call center, ucciso a coltellate all’interno del suo appartamento.

La ricostruzione mette quindi in successione gli episodi avvenuti tra la sera del 6 luglio e la mattina dell’8 luglio, evidenziando il collegamento temporale tra l’aggressione denunciata dai volontari dei City Angels e il successivo omicidio di Alessio Borelli. Da una parte vi è l’intervento richiesto al 112 dopo la comparsa di un uomo armato nel parchetto di via Tommaso Pini, dall’altra le testimonianze raccolte nel condominio di via Parini e gli elementi investigativi che hanno portato al fermo del presunto responsabile. Nel quadro ricostruito trovano spazio anche la chiamata di emergenza effettuata dalla vittima poco prima dell’aggressione e gli accertamenti che hanno accompagnato l’indagine.

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