Antonelli nella storia, è suo il record della pole più giovane. Il bolognese davanti a tutti in Cina: “Ora voglio vincere”
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Redazione Sport
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Il sabato di Shanghai regala all’Italia un pezzo di storia della Formula 1 che mancava da diciassette anni, e lo fa nelle mani di un ragazzo di diciannove anni che di motori e di velocità sembra averne nel sangue, quasi fosse un destino scritto nel nome e in quella terra emiliana che di auto e di cilindri se ne intende. Andrea Kimi Antonelli, bolognese, ha firmato la pole position del Gran Premio di Cina fermando il cronometro sullo straordinario tempo di 1’32”064, un giro che lo proietta non solo in prima fila sullo schieramento ma anche, e soprattutto, nell’albo d’oro di questo sport come il più giovane poleman di sempre. Il primato, va detto, apparteneva dal lontano 2008 a Sebastian Vettel, che a Monza quel sabato lo conquistò a ventun anni, due mesi e undici giorni; Antonelli lo polverizza a diciannove anni, sei mesi e diciotto giorni, numeri che suonano come una promessa mantenuta per chi all’esordio in carriera, a Melbourne, aveva concluso la gara contro le barriere. la sessione di qualifica sul circuito di Shanghai, bisogna raccontarlo, non è stata priva di pathos e di colpi di scena, soprattutto per quanto riguarda il box Mercedes. George Russell, dominatore della Sprint Race poco prima e grande favorito della vigilia, si è visto tradito dalla sua monoposto nel momento clou della Q3: un problema al cambio, o forse alla batteria come qualcuno ha ipotizzato, lo ha costretto a fermarsi in pista e a rientrare ai box per una sostituzione d’emergenza del volante, riuscendo a completare un solo tentativo cronometrato che gli è valso comunque un eccellente secondo posto a soli 222 millesimi dal compagno. Antonelli, dal canto suo, non si è fatto distrarre dalle difficoltà del box accanto, ha mantenuto la concentrazione e ha infilato un giro pulito, senza errori, che gli ha consegnato la prima pole della carriera e la gioia di un traguardo che in Italia mancava dai tempi di Giancarlo Fisichella, capace nel 2009 a Spa-Francorchamps di piazzare la sua Force India davanti a tutti.
La rimonta delle Ferrari e il passo indietro di Verstappen
Dietro alla doppietta della Mercedes, a certificare un momento di forma straordinario della casa di Brackley, si piazzano le due Ferrari, con Lewis Hamilton che ha preceduto il compagno Charles Leclerc per pochi centesimi: il sette volte campione del mondo ha chiuso a 351 millesimi, il monegasco a 364, a dimostrazione di una competitività ritrovata e di un potenziale di gara che, specie nelle partenze, potrebbe rimescolare le carte. Chi invece è parso in difficoltà, e non è la prima volta in questo avvio di campionato, è Max Verstappen: l’otto volte campione del mondo (in carica) con la sua Red Bull ha faticato più del previsto, chiudendo solo ottavo e preceduto persino dall’Alpine di Pierre Gasly, con un distacco di quasi un secondo dalla vetta che lascia presagire una domenica in salita per lui.
Lo schieramento che si presenterà domani sulla griglia di partenza vede dunque le due Mercedes in prima fila, seguite dalle Rosse e dalle due McLaren di Oscar Piastri e Lando Norris, a completare una top six di assoluto rispetto. Più indietro, una débâcle per alcuni big: Carlos Sainz e Alex Albon con le Williams sono stati eliminati già in Q1, così come Fernando Alonso con l’Aston Martin e Sergio Pérez con la Cadillac, inchiodato all’ultimo posto. Per l’Italia e per il circus della Formula 1, al di là dei risultati cronologici, la notizia è una sola e ha il sorriso di un diciannovenne che, dopo l’esordio amaro in Australia, adesso sogna in grande e lo dice senza troppi giri di parole: “È stata una sessione davvero pulita – ha spiegato a caldo – e sono molto contento. Ho visto che George aveva un problema, ma ho cercato di mantenere la calma, di non perdere la concentrazione e di fare un bel giro. Ora non vedo l’ora che arrivi la gara di domani, perché voglio concludere l’impresa”.




