Robbie Williams: «Sto perdendo la vista a causa delle iniezioni per dimagrire»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Robbie Williams ha rivelato, in un’intervista concessa al "The Sun", di affrontare una progressiva e preoccupante perdita della vista, un effetto collaterale che attribuisce alle iniezioni di Mounjaro, un farmaco che assume da tempo per controllare il proprio peso. Il cantante, la cui carriera lo ha portato a confrontarsi con platee sterminate, confessa ora una difficoltà inedita, quella di non riuscire a mettere a fuoco con chiarezza i volti dei suoi fan durante le esibizioni dal vivo, un'esperienza che descrive con un realismo disarmante. L’artista, il cui rapporto con il pubblico è stato sempre intenso e vibrante, si trova dunque a dover gestire questo ulteriore elemento di distanza, fisica e percettiva, che si insinua nella sua professione.
Il primo campanello d'allarme durante una partita
L’origine del disturbo, come ha spiegato lo stesso Williams, risale a un episodio apparentemente ordinario: la visione di una partita di football americano in televisione. È stato in quel frangente, di fronte allo schermo, che si è reso conto dell’entità del problema. «Non riuscivo a distinguere i giocatori», ha dichiarato, «erano solo macchie verdi su uno sfondo verde». Questa immagine, potente nella sua semplicità, delinea con crudezza il calo delle sue capacità visive, trasformando una scena dinamica e comprensibile a chiunque in un confuso amalgama di forme e colori privi di definizione. Un dettaglio, quello della partita, che assume il valore di una metafora più ampia sulla percezione del mondo che lo circonda.
La scelta consapevole nonostante i rischi
Ciò che colpisce, oltre alla gravità della situazione denunciata, è la posizione decisa assunta da Williams riguardo al proseguimento della terapia. Il cantante, infatti, ha affermato senza mezzi termini di voler «continuare finché non diventerò cieco», una dichiarazione che evidenzia un calcolo personale, e per molti versso estremo, tra i benefici ricavati dal trattamento e il prezzo potenziale da pagare in termini di salute oculare. Questa risoluzione, che potrebbe apparire irragionevole a un osservatore esterno, sottintende una lotta privata e una valutazione dei pro e dei contro che solo lui può compiutamente comprendere, gettando una luce cruda sulle priorità che guidano le sue scelte in materia di benessere fisico.
Un velo di sfocatura sulla scena
La condizione descritta dall'artista non è un evento isolato e acuto, bensì un processo lento e persistente, un «velo di sfocatura» che, come ha raccontato, si insinua nei momenti più banali e allo stesso tempo più intimi della sua esistenza. Quel senso di distanza, di immagini che si dissolvono, lo accompagna ormai costantemente, anche sul palco, dove la connessione visiva con il pubblico rappresenta un cardine dell'esperienza performativa. La difficoltà nel riconoscere i volti delle migliaia di persone che lo seguono diventa quindi non solo un impedimento pratico, ma anche un elemento che altera la qualità stessa del rapporto con i suoi sostenitori, aggiungendo un ulteriore strato di complessità alla sua vita professionale e personale.




