L’Italia del nuoto brilla ai mondiali di Singapore, ma Ceccon delude e Marchand fa storia
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Redazione Sport
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Singapore ha chiuso i battenti dopo ventiquattro giorni di gare che hanno consacrato nuovi protagonisti e confermato vecchi dominatori. Tra questi, Summer McIntosh, capace di conquistare quattro ori individuali, anche se la delusione per l’800 stile libero e il record del mondo mancato nei 200 farfalla le rimarrà addosso. Leon Marchand, invece, ha finalmente ottenuto ciò che gli mancava: il primato nei 200 misti, scrivendo il suo nome nella storia. Katie Ledecky, dal canto suo, ha ribadito la sua superiorità negli 800 e nei 1500, con una rimonta negli ultimi metri che pochi avrebbero scommesso potesse realizzare.
L’Italia, intanto, ha confermato di essere tra le grandi potenze del nuoto mondiale, chiudendo con un bottino di diciannove medaglie: due ori, undici argenti e sei bronzi, che le valgono il nono posto nel medagliere. Un risultato solido, costruito non solo in vasca ma anche nelle discipline collaterali, come i tuffi e il nuoto artistico, dove gli azzurri hanno dimostrato di poter competere ai massimi livelli. Le acque libere hanno regalato soddisfazioni, mentre la pallanuoto si è fermata ai quarti, lasciando qualche rimpianto.
Tra le nuove leve, spiccano i nomi di Sara Curtis, Carlos D’Ambrosio, Christian Bacico e Anita Bottazzo, atleti che hanno mostrato di avere la stoffa per ambire a traguardi più alti in vista di Los Angeles 2028. Thomas Ceccon, invece, è uscito sconfitto da questa rassegna: atteso come uno dei protagonisti, non è riuscito a centrare l’obiettivo, lasciando aperte riflessioni su come valorizzare al meglio il suo talento nei prossimi anni. «Devo imparare da Marchand», ha ammesso lo stesso Ceccon, riconoscendo la superiorità del francese in questa occasione.




