Prezzi delle case in Italia, la crescita rallenta al 4% nel secondo trimestre 2026
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Redazione Economia
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I prezzi delle abitazioni in Italia continuano a salire, ma con un’intensità che si sta progressivamente riducendo. Secondo le stime preliminari diffuse dall’Istat, nel secondo trimestre del 2026 l’indice dei prezzi delle abitazioni (IPAB) acquistate dalle famiglie per fini abitativi o per investimento ha registrato un incremento del 4,0% su base annua, in netta decelerazione rispetto al +5,1% rilevato nel trimestre precedente.
Su base congiunturale, ossia rispetto ai primi tre mesi dell’anno, la crescita è stata dell’1,7%, a conferma di una dinamica ancora positiva ma meno vivace.
Nuove costruzioni ed esistenti: il divario resta ampio
A trainare il rialzo sono soprattutto le abitazioni di nuova costruzione, i cui prezzi sono aumentati del 5,0% su base tendenziale, contro il +3,7% fatto registrare dalle abitazioni già esistenti. Anche in questo caso, però, il rallentamento è evidente: nel trimestre precedente le nuove costruzioni viaggiavano a un ritmo del +6,7%, mentre l’usato si attestava al +4,6%. Il differenziale di prezzo tra nuovo e vecchio resta comunque significativo: secondo un’analisi di Immobiliare.it Insights, per acquistare una casa nuova in Italia servono in media circa 3.174 euro al metro quadrato, contro i 2.081 euro necessari per una soluzione esistente, con una forbice di quasi 1.100 euro al metro quadrato.
Le dinamiche territoriali: il Centro in testa, il Sud più indietro
L’andamento dei prezzi non è uniforme sul territorio nazionale. La crescita tendenziale più marcata si registra nel Centro Italia, con un +5,1% che si mantiene sostanzialmente stabile rispetto al trimestre precedente (+5,2%). Il Nord-Est segue con un +4,2%, in sensibile rallentamento dal +6,3% del primo trimestre, mentre il Nord-Ovest si attesta al +3,9%, in calo dal +5,0%. Le regioni del Sud e delle Isole mostrano la dinamica più contenuta, con un +2,6% che segna un ridimensionamento rispetto al +3,7% precedente.
A livello di grandi città, Torino si distingue per l’accelerazione più netta, con un incremento su base annua dell’8,5%, in forte rialzo rispetto al +3,8% del trimestre precedente. Roma segue con un +6,4%, mentre Milano rallenta vistosamente fermandosi al +2,4%, dopo il +7,1% registrato nei primi tre mesi dell’anno.
Compravendite ferme, affitti in crescita
Nonostante i rincari, il numero di compravendite residenziali rimane sostanzialmente stabile. L’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate stima per il secondo trimestre 2026 una variazione tendenziale dello 0,1%, dopo il +4,4% del trimestre precedente, con oltre 201 mila abitazioni scambiate. I comuni capoluogo mostrano una crescita dello 0,5%, mentre i comuni non capoluogo restano stabili.
Il comparto delle locazioni, al contrario, evidenzia una dinamica più vivace: i nuovi contratti di affitto registrano un aumento del 3,1% su base annua, che sale al +3,7% nei comuni ad alta tensione abitativa. Su base congiunturale, l’aumento dei canoni riflette la crescita dei prezzi sia per le nuove abitazioni (+2,7%) sia per quelle esistenti (+1,5%).
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